Barcellona: stop alle strutture ricettive nel centro della città

Barcellona

Il sindaco: “Basta alberghi nel centro di Barcellona. Non vogliamo fare la fine di Venezia”. E la decisione del primo cittadino fa scappare gli investitori

Barcellona è invasa dai turisti. Sarà il clima, la movida o il basso costo della vita. Saranno i musei o le spiagge baciate dal sole. Fatto sta che dall’inizio del nuovo millennio, nel capoluogo della Catalogna il numero di pernottamenti è aumentato del 433%, e Barcellona è diventata la meta più gettonata tra i giovani.

8,5 milioni di notti prenotate nel 2016. Senza contare i 12 milioni di turisti che sono scesi in giornata dalle navi da crociera. Un totale che supera i 20 milioni. Numeri troppo difficili da gestire per una città che conta poco più di un milione e 600mila abitanti.

Dalla Sagrada Familia al Museo De La Catedral, da Casa Batllò a Park Guell: i residenti del centro storico si sentono assediati, e in certi casi aggrediti, dall’enorme quantità di turisti. E non è un caso se negli ultimi dieci anni, l’11% dei residenti è andato via dal centro. L’87% dichiara di farlo a causa del turismo di massa. Ed ecco che scoppiano le proteste. E’ in corso una vera e propria “crociata” contro il turismo. In questa “battaglia”, in prima linea c’è il primo cittadino Ada Colau (lista civica), che nei primi giorni di mandato ha subito firmato una moratoria di 12 mesi sull’apertura di nuovi alberghi e strutture ricettive. “Non vogliamo fare la fine di Venezia, dove gli abitanti sono costretti ad abbandonare il centro” ha fatto sapere il sindaco.

Ma la moratoria non ha condotto agli effetti sperati. E allora, nei giorni scorsi la Colau ha deciso di attuare il Piano urbano speciale per la ricettività turistica. Tale provvedimento, non si limita soltanto a vietare la costruzione di strutture ricettive nel centro storico (alberghi, ostelli, b&b e appartamenti), ma mira anche a una drastica riduzione dei posti letto già esistenti. Il Piano, divide Barcellona in quattro zone, e stabilisce in quali aree si potranno costruire nuovi hotel. Nella zona centrale, sarà vietato costruire o ampliare nuovi alberghi. In quella residenziale, potranno nascere nuove strutture, ma solo sulle ceneri di quelle già chiuse da tempo. Nelle due aree periferiche invece, gli hotel e i b&b potranno crescere a dismisura. E’ la prima volta che l’amministrazione di una città europea decide di confinare gli hotel in periferia.

Ma non finisce qui. La battaglia infatti, si svolge su due fronti. Se da un lato i residenti del centro storico si trovano a combattere l’aggressività del turismo low cost, dall’altro si ritrovano un nemico ancora più scomodo: l’abusivismo ricettivo. Il vero problema quindi, non è rappresentato soltanto dai 426 alberghi o le 299 pensioni della città, ma soprattutto, dai 15mila appartamenti (di cui quasi il 40% sprovvisto di apposita licenza) che vengono affittati per soggiorni brevi. Rioni storici e quartieri residenziali vivono immersi in una folla di turisti, che, a detta del sindaco, “usurpano le bellezze della città e sconvolgono l’equilibrio sociale di interi quartieri”. Il turismo abusivo, ha portato a un’aumento spropositato dei costi d’affitto in tutte le zone di pregio.

Vista la situazione, gli investitori delle grandi catene alberghiere Hyatt e Four Season, hanno stracciato i contratti e interrotto la costruzione di nuovi hotel di lusso. Scelta che è costata cara ai 200 dipendenti pronti ad essere assunti nei nuovi hotel. In più, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo ricettivo, la scorsa estate il sindaco aveva esortato i cittadini a “fare la spia”: “denunciate chi affitta senza licenza”. E a qualcosa è servito: sono arrivate oltre 400 denunce, che hanno portato a severi provvedimenti contro Airbnb e HomeAway: due multe da 600mila euro. Numeri che la dicono lunga sull’enorme giro di soldi che il turismo genera nella capitale della Catalogna.

Sarà la solita guerra ad Airbnb, o nel primo cittadino c’è una vera voglia di cambiare questo turismo che sta snaturando la capitale della Catalogna? Intanto, il problema è lungi dall’essere risolto. A Barcellona non stanno regolando il turismo, ma solo le strutture in cui i turisti possono dormire.

 

 

Articoli correlati

Un Commento

  1. Pingback: UK Chat Rooms

*

Top