Bompressi ancora in Tribunale: l’assassino di Calabresi ha picchiato il vicino

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Ovidio Bompressi tornerà davanti ai giudici per aver picchiato il vicino. L’assassino del commissario polizia Luigi Calabresi, ucciso a colpi di pistola il 17 maggio del 1972 a Milano – graziato per motivi di salute (nel 2006) dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha evitato il carcere – è finito di nuovo sotto processo.

Nulla a che vedere con quella triste pagina degli Anni di Piombo (per fortuna). L’ex militante di Lotta Continua, settant’anni appena compiuti, dovrà infatti difendersi dall’accusa di lesioni. Poca cosa, pochissima, per uno come lui, ma pur sempre un altro reato che si potrebbe aggiungere al suo curriculum criminale. Nel 2014, infatti, nel corso di una rissa con il vicino di casa, a Massa, avrebbe sferrato un pugno al naso del poveretto. Spedendolo in ospedale con una prognosi di 20 giorni. Il tutto davanti alla figlia minorenne del malcapitato.

Ma non era un uomo distrutto, provato, stremato dal carcere Bompressi? Quelle condizioni di “criticità” che gli hanno consentito di ottenere la grazia, davanti al vicino, sembrerebbero dunque esser scomparse.

D’altronde, come ci ricorda anche “Il Giornale” (ma non ce n’era nemmeno bisogno), “si sa, l’Italia, l’Italia che conta, ha il cuore tutto a sinistra e accetta solo schematismi manichei: tutto il bene di qua, tutto il male di là, fuori dal sacro perimetro dell’antifascismo”.

Se è stato graziato per un omicidio di un poliziotto, scontando quasi tutta la pena a casa, cosa mai potrà succedergli per un pugno al vicino di casa?

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