Rai, nuovo direttore Auditing (ovviamente esterno): vorrà davvero fare pulizia?

Delia Gandini nuovo direttore internal auditing della Rai

Delia Gandini, imperiese di nascita ma milanese di formazione e carriera, è il nuovo direttore dell’Internal Auditing della Rai. Si tratta dell’ennesima nomina di facciata oppure è la volta buona e la nuova dirigente, già Chief Audit Executive per il Gruppo Rizzoli Corriere della Sera, metterà finalmente mano – armata di bisturi – al cancro che affligge viale Mazzini?

Un ruolo delicato il suo, soprattutto se si pensa che Campo Dall’Orto le ha dato mandato di rivedere le procedure per acquisti,  forniture e contratti (contratti di artisti come ad esempio Carlo Conti e di scenografi esterni come ad esempio Riccardo Bocchini, e ovviamente le case di produzione dell’intrattenimento…): esattamente dove si annidano i meccanismi corruttivi già scoperti dalla Guardia di Finanza (per non parlare di quelli ancora da scoprire). >>leggi qui<< I recenti fatti di cronaca – con verbali fiume su come l’Ufficio Acquisti della Rai fosse invischiato fino alla punta dei capelli nella gestione delle “marchette” – hanno dimostrato che di lavoro da fare (se lo si vuole fare) ce n’è. Confidiamo dunque nella Gandini per iniziare a veder rotolare nel paniere le prime teste dei vertici della Produzione (gli stessi che hanno permesso lo scempio che c’è stato finora, bisogna capire se per inettitudine o per connivenza). Già che c’è il nuovo direttore dovrebbe occuparsi anche della struttura che si occupa dei contratti con gli artisti e con le case di produzione dell’intrattenimento. Di sicuro troverà un’interessantissima interlocutrice in Chiara Galvagni. Per facilitare il lavoro della Gandini le proponiamo la lettura di questo articolo >>leggi qui<< con i momenti “clou” della inamovibile (almeno finora) vicedirettrice risorse artistiche della Rai. Sempre di competenza dell’Auditing sarà anche la questione del conflitto di interessi a Raitre sollevata dal segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in una lettera inviata al presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone: «In venti giorni – denuncia il deputato Dem – Giovanni Floris, conduttore di punta de La7 e principale concorrente della Rai nella serata di informazione del martedì, è stato invitato da alcune delle principali trasmissioni di Raitre in occasione della promozione del suo nuovo libro, uscito di recente. Un caso che alimenta pesanti interrogativi». «A destare sospetti è il fatto che agente di Floris – scrive ancora Anzaldi a Cantone – sia il produttore Beppe Caschetto, che ricopre lo stesso ruolo anche per Fazio e, almeno finché è stata conduttrice, ha svolto il medesimo ruolo anche per la direttrice di Raitre Daria Bignardi. Sarebbe interessante sapere se Caschetto non sia anche l’agente di Gramellini. Di sicuro c’è che, lo scorso anno, la sua azienda Itc2000 ha acquistato i diritti del libro di Gramellini “Fai bei sogni” per trasformarlo in un film, distribuito peraltro da ’01 distribution’ di Rai Cinema. Insomma, siamo di fronte a quella che appare come una intricata matassa di interessi a potenziale rischio di conflitto. Le ospitate delle trasmissioni di punta di Raitre utilizzate per promuovere volti della concorrenza o per favorire un’azienda privata? Sarebbe opportuno fare piena chiarezza. Mi permetto, inoltre di sottoporre alla Sua valutazione anche una seconda questione riguardante il servizio pubblico. Nella riunione dello scorso 25 gennaio, il Cda della Rai ha approvato la proposta di aggiornamento del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione 2017-2019. Secondo quanto riferito nel comunicato diffuso successivamente dalla Rai, sarebbero state individuate ben 55 posizioni organizzative per le quali sono previste deroghe ai normali criteri di selezione interna. In sostanza tutte le figure apicali verrebbero esentate dal job posting. Alla luce di quanto deliberato in precedenza da Anac su questo, Le chiedo di valutare se la nuova versione del Piano anticorruzione della Rai sia compatibile con le norme in materia e con le prescrizioni indicate dall’Autorità». La lettera di Anzaldi ha preceduto di qualche ora l’annuncio della nomina della Gandini. Infatti, il deputato Pd scriveva «Dal 4 agosto 2016 la Rai non ha un dirigente che si occupi a tempo pieno di prevenzione della corruzione e dell’Internal auditing. La prima funzione, infatti, è affidata ad interim al direttore della segreteria del Cda e direttore dello staff del presidente, Nicola Claudio, mentre l’Internal auditing vede l’interim al vicedirettore dello staff del direttore generale, Maurizio Rastrello. Due dirigenti di staff, quindi, il cui profilo curriculare non è sembrato sufficiente per affidare l’incarico pieno in due posizioni delicate come quelle dell’anticorruzione e dell’Audit. Tanto che, secondo indiscrezioni di stampa, la Rai starebbe cercando all’esterno il nuovo responsabile. Nell’impossibilità di rivolgermi, quindi, ad un responsabile del controllo interno Rai pienamente legittimato, inoltro all’Autorità che presiede alcuni dubbi che riguardano la trasparenza e potenziali conflitti di interessi nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo». Ora invece il responsabile del controllo interno Rai c’è e, si spera, si metterà subito all’opera. Quantomeno per non dimostrare di non essere l’ennesimo dirigente rubastipendio.

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