Unicredit: tagli su tagli, ma fanno notizia solo le (poche) assunzioni

La drastica linea annunciata da Unicredit viene edulcorata dai media che preferiscono sottolineare le 1.300 assunzioni (promesse) invece dei quasi 4mila esuberi (oltre ai precedenti 6mila).

È una cura dimagrante che porterà a un minimo risultato quella annunciata da Unicredit. Il taglio al personale, infatti, porterà a 250milioni di risparmio su 8,7 miliardi di costo del personale – da dividere per circa 138mila dipendenti in tutto il gruppo – secondo i dati contenuti ne’ultimo bilancio consolidato approvato dai soci, riguardante l’esercizio 2015.

A scegliere la linea dei tagli (tanti) e delle assunzioni (poche) è l’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier: oltre alla promessa delle 1.300 assunzioni, è stata annunciata anche la stabilizzazione di 600 contratti. Come raccontato nelle scorse settimane, però, Mustier ha anche deciso l’aumento di capitale per 13miliardi di euro con l’obiettivo di mettere in sicurezza i conti. Un aumento di capitale – dunque – di quasi due volte quello richiesto dalla Bce per Mps.

Eppure Unicredit – oltre a superare gli stress test – ha realizzato negli ultimi tre anni utili netti per oltre 5 miliardi di euro di cui 1,9 nei primi nove mesi del 2016 e il 18 aprile ha distribuito 750milioni di euro di dividendi ai propri azionisti. Inoltre, nella scarsa attenzione dei media, Mustier ha ceduto per 3,5miliardi agli altri francesi di Amundi la società Pioneer, la partecipazione nella polacca Bank Pekao per circa 3miliardi e il 30% di Fineco Bank per 880milioni.

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Ora, dunque, stanno arrivando nuovi tagli: 6mila esuberi già annunciati oltre ai nuovi 4 mila. Con la benedizione dei sindacati e del silenzio della maggior parte delle testate che preferiscono parlare delle (poche) assunzioni.

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