M5S, la bufera su Virginia Raggi tra illeciti e gossip

Dalle “Cinque Stelle” alle stalle. Povera Virginia Raggi, ce l’hanno tutti con lei. E ogni giorno ce n’è una nuova.

A gettare l’ultima pietra dello scandalo (come se tutto il resto non bastasse) contro i pentastellati è Vittorio Sgarbi che sostiene di aver telefonato, insieme a David Parenzo, al “guru garante” un paio di settimane fa. Da quella telefonata è emerso che la Raggi è stata definita “una totale cretina e depensante”: il critico d’arte sostiene di aver riportato le parole di Beppe Grillo o, quantomeno, di aver interpretato il suo pensiero.

Nella fattispecie, il comico genovese si sarebbe riferito alla sindaca di Roma chiamandola “depensante”. Una “cretina” che, però, “mi serve per governare”. Apriti cielo. Grillo si difende giurando che al telefono con Sgarbi ci ha parlato il suo imitatore. Il critico d’arte, per tutta risposta, pubblica su Facebook un’altra telefonata, in cui Grillo gli chiede di smentire perché “la Raggi mi ha chiamato 20-30 volte”. Come sarà andata davvero?

In attesa di scoprirlo, va detto che per la Raggi essere definita una “depensante” al momento rappresenta l’ultimo dei problemi, visto che è finita sotto accusa non sono solo gli illeciti per cui è indagata, ma pure le sue torbide relazioni personali, con Romeo e pure con Marra.

L’assessore all’urbanistica Paolo Berdini (quello “del casino dello stadio della Roma”), stando già con un piede fuori dalla Giunta e quindi con pochissimo da perdere, si è infatti sfogato con La Stampa raccontando gli albori della sua collaborazione con i grillini in generale e con il sindaco capitolino, in particolare. «Sono proprio sprovveduti. Questi – riferendosi alla Raggi e a Romeo – secondo me erano amanti. L’ ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo: “com’è che c’è questo rapporto?”», spiegando così la posizione (politica, s’intenda) di Romeo, diventato “magicamente” capo staff della Raggi, con stipendio triplicato. E menomale che i grillini erano contro parentopoli e favoritismi.

Dalla romanzesca vicenda emerge che Virginia Raggi, Salvatore Romeo (indagato in concorso con il sindaco e in attesa di essere interrogato) e Raffaele Marra (fratello di Renato Marra nonché ex ufficiale della Guardia di Finanza, poi vice capo di gabinetto e oggi detenuto per una tangente) hanno legame parecchio forte e di natura quantomeno dubbia: “agiscono come un blocco di potere, una consorteria ristretta che sembra escludere tutti gli altri” si legge sempre su La Stampa. In alcune conversazioni, i tre sembrano voler sfidare chiunque, forti di questo vincolo che li unisce, basato chissà su quali condivisioni.

Berdini sostiene di essere relativamente interessato agli “intrallazzi amorosi” della Raggi. Quello di cui proprio non si riesce a capacitare è come sia finita lì, visto che la considera «inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni», mostrando così di condividere le (presunte?) idee di Grillo sulla sindaca. «Sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma. E invece s’ è messa vicino una banda».

Dichiarazioni molto forti, che hanno ovviamente suscitato clamore. Tanto da spingere l’assessore a fare un passo indietro sostenendo che quella a La Stampa non era un’intervista, ma un semplice sfogo informale. «Stavo parlando con due amici e il giornalista ha carpito alcune frasi» ha dichiarato. “La Stampa” conferma la propria versione. Un altro “mistero” grillino.

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