Bufale? La Repubblica ne spara due in pochi giorni, ma tutto tace

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Ben due bufale sparate da Repubblica nel giro di pochi giorni: prima la storia del cittadino Usa di origine irachena che per colpa del “cattivo” Trump ha visto morire la povera madre ammalata; poi la foto di un’esecuzione attribuita al “sanguinario” regime siriano di Assad.

Prendi la foto drammaticamente sensazionale di un’esecuzione; la ritagli in modo tale da confondere vittime e carnefici ed ecco una delle più classiche bufale, anche questa volta confezionata da Repubblica. Malafede o involontarietà, difficile dirlo. Una delle tante “fake news” sta facendo il giro della rete grazie alla campagna di Amnesty International riguardante le esecuzioni extragiudiziali mediante impiccagioni di massa all’interno della prigione di Saydnaya avvenute tra il 2011 e il 2015 per mano del governo siriano.

Peccato che tale campagna si basi su foto come quella pubblicata dal quotidiano del Gruppo L’Espresso che ritrae l’esecuzione di soldati fedeli al presidente Bashar al-Assad catturati mentre erano di guardia all’ospedale Kindi di Aleppo e freddati dai tagliagole dell’Isis. A proposito, ma Amnesty International e le altre organizzazioni umanitarie dove erano quando il califfato nasceva, cresceva e iniziava a occupare la Siria guidata dal legittimo presidente Assad?

Dalla Siria agli Usa: aveva commosso il web – come piace titolare ormai da anni – la storia di Mike Hager. L’uomo di origine irachena che viveva con la madre Naimma, risiede regolarmente negli Stati Uniti. Poche settimane fa la donna era tornata per un breve periodo in Iraq, dove si era ammalata. Così Mike è tornato a prenderla, ma alla signora non è stato permesso di imbarcarsi: per questo motivo è deceduta. “Mia madre è morta per colpa del blocco di Trump contro i migranti” è stato inizialmente il titolo offerto in maniera sensazionalistica da Repubblica.

Peccato che subito dopo sia stata costretta ad aggiornare la notizia: Husha, Al Hussainy, imam di una moschea di Detroit, ha detto che la morte della madre di Hager sarebbe avvenuta il 22 gennaio, ben prima del contestato “muslim ban” (leggi qui).

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