La verità dietro la storia della ragazza assunta in gravidanza

Nel 2017, in Italia, credete ancora nelle favole? Davvero pensate che ci siano persone che fanno opere di bene senza alcun tornaconto? Siete davvero amanti del lieto fine? Ingenui.

Negli ultimi giorni sta impazzando sui social e sulle pagine di tutti i giornali la storia di Martina Camuffo, la 36enne di Mestre assunta in una società di web design e web development, al nono mese di gravidanza. Ha fatto il colloquio un paio di mesi fa, è stata così brava che, nonostante stia per partorire, è stata assunta e messa subito in maternità. Inizierà a lavorare tra 5 mesi. Bello, bellissimo.

L’imprenditore dal cuore d’oro, Samuele Schiavon (titolare della Creative Way), ha dichiarato di essere stato mosso a questo incredibile atto di bontà dalla bravura della Camuffo e dal fatto che sua moglie a suo tempo era stata licenziata perché incinta. Cos’ è diventato l’idolo delle folle. Simbolo nazionale del “riscatto del Jobs act, dell’imprenditoria sana e dal cuore in mano”. Persino Renzi si è scomodato per “congratularsi”.

Illusi. A interrompere la favola della moderna Cenerentola, come molti hanno soprannominato Martina Camuffo, è un’altra Martina. Lei di cognome fa Cognolato ed è stata meno fortunata con Schiavon. Poiché la favola è moderna, il colpo di scena della Cognolato arriva via social, con un post su Facebook.

“Non c’è dubbio che assumere una ragazza incinta sia un gesto splendido. Ma forse bisognerebbe chiedersi: come si è comportato questo imprenditore con tutti gli altri suoi dipendenti e collaboratori? Male, molto male. C’è chi è in causa, chi come me aspetta ancora il Tfr chi deve essere ancora pagato con belle cifre. E allora ce lo siamo chiesti: ma non è che è un’operazione di marketing?”

Ecco qua. Fine della favola. Colpo di scena. Schiavon dice che è tutto falso, dice che lo scorso anno ha avuto un calo del fatturato e ha chiuso la ditta. Quella in cui ha assunto la Camuffo è un’altra azienda, costituita con un nuovo socio. Dice anche di aver pagato tutti, di non avere pendenze né legali né economiche con nessuno dei suoi ex collaboratori. Sarà vero? Naturalmente Martina Camuffo che sta per dare alla luce il secondo figlio non c’entra nulla, sicuramente merita il suo posto di lavoro e se questa è un’operazione di marketing è stata fortunata ad esserci finita in mezzo.

Ma comunque, in ogni caso, la favola è finita.

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