Cancro: attenzione alle cialtronerie e speculazioni sul web

“Una cura contro il cancro è valida se ha seguito un preciso percorso di sperimentazione che ha avuto esito positivo ed è successivamente stata approvata dagli enti preposti”. Così recita l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro.

Ed è sacrosanta verità. Purtroppo, però, il cancro è il più grande strumento di speculazione (vergognosa e pericolosissima) del mondo. Il territorio è, ovviamente, quello del web, dove proliferano santoni, stregoni, pseudo-medici e pseudo-scienziati che promettono miracolose guarigioni attraverso rimedi discutibili. La maggior parte delle volte questi percorsi finiscono in tragedia.

E’ il caso di Luca, che aveva solo 27 anni e un tumore al cervello. La madre, Silvana Olivotto, ha raccontato alla trasmissione “Terapia anti cancro al bicarbonato”, andata in onda in Svizzera in lingua italiana, il calvario che ha dovuto attraversare perché si era affidata alle cure di Tullio Simoncini. Simoncini, ex medico radiato dall’albo in seguito a varie denunce, sosteneva la teoria secondo cui il bicarbonato di sodio funzionerebbe da anti tumorale.

“Simoncini ci aveva garantito che la terapia avrebbe funzionato al 70% – racconta Silvana – Eravamo disperati, abbiamo portato Luca in una clinica a Tirana, in Albania, perché il medico non poteva più esercitare in Italia. Ci chiese 20.000 euro in contanti. Iniziarono le infusioni di bicarbonato e poi…” E poi Luca è morto. Una dose eccessiva di bicarbonato.

Purtroppo quello di Simoncini non è un caso isolato. George Ashkar è un fisico libanese che crede di aver scoperto che il cancro non è un problema medico (no di certo), ma un problema di salute causato dai prodotti chimici dell’industria alimentare. Perciò gli sembra giusto divulgare una tesi secondo cui per guarire basta introdurre corpi estranei nell’organismo che, per espellerli, espellerà naturalmente anche le cellule tumorali. Non fa una piega, no? Ma in cosa consiste esattamente il trattamento?

Il NIA (si ha anche una sigla che sta per “Neutral Infection Absorption”) prevede ciò: procurarsi un tagliosu una gamba con una lametta da barba, circoscrivere la zona con un anello di plastica (o con una fede nuziale), riempire la ferita di aglio, metterci al centro un cecio, coprire il tutto prima con una foglia di cavolo e poi avvolgere con la pellicola alimentare. Una ricetta culinaria praticamente. Ma non c’è niente da ridere, così si muore di cancro e di idiozia.

E non è finita qui. C’è chi consiglia clisteri di caffè o camomilla, impacchi di ricotta e ortiche, diete ricche di potassio, estratti al veleno di scorpione blu, vischio, argento colloidale, argilla e altre scemenze.

Sì, fa ridere, per carità. Però quando la disperazione supera la ragione ci si attacca a qualsiasi cosa. Speculare sulla sofferenza e sulla morte è veramente spregevole, chi lo fa non merita rispetto. Fate molta attenzione e denunciate questa gente.

Articoli correlati

*

Top