Immigrazione: Frontex, in arrivo 180mila migranti dall’Africa all’Italia

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Hotspot, screening, rimpatri: alle belle parole, si contrappone la drammaticità dei numeri forniti da Frontex secondo cui 180mila migranti arriveranno in Italia dall’Africa.

La cifra è stata fornita dal direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri invitando il nostro Paese a prepararsi ad affrontare lo stesso numero di arrivi di migranti del 2016 sulla rotta del Mediterraneo centrale. Eppure l’Italia sembra tutto tranne che preparata: l’allarme riguardante l’esodo che ci sarà nei prossimi mesi è stato lanciato proprio nelle ore in cui il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza è rimasta sequestrata in una comunità per minori stranieri non accompagnati di Cassano nelle Murge, in provincia di Bari.

Nella comunità in cui è avvenuto il sequestro sono presenti trenta ragazzi arrivati principalmente da Nigeria, Egitto e Gambia. Alcuni di questi ragazzi, secondo le testimonianze riportate sul Tempo, erano in stato di sovraeccitazione nervosa e hanno minacciato ripetutamente la responsabile della struttura, alcuni di tagliarle la gola. Se a questo episodio, si aggiunge il fatto che il 34 per cento della popolazione carceraria in Italia è composto da immigrati (secondo i dati del ministero della Giustizia), si dovrebbe comprendere immediatamente come i flussi migratori che coinvolgono il nostro Paese non sono quella realtà dorata descritta da molti media o dal presidente della Camera Laura Boldrini, fatta di persone che si vogliono integrare e che un domani ci pagheranno le pensioni.

Ed ecco allora le parole d’ordine di Frontex secondo Fabrice Leggeri: “Dobbiamo rafforzare la possibilità di effettuare i rimpatri, perché la maggior parte dei migranti in arrivo in Italia, almeno il 60%, sono economici. Per questo dobbiamo essere pronti negli hotspot, per screening e identificazioni, in modo da raccogliere le prove per ottenere il laissez passer ed i documenti di viaggio dai consolati non Ue, per il loro rientro nei Paesi di origine. Con l’Italia ci stiamo impegnando su questo”.

Ma la realtà fallimentare dei rimpatri è stata descritta dal ministro dell’Interno Marco Minniti, in audizione al Comitato Schengen: “i numeri della relocation – secondo Minniti – sono del tutto insoddisfacenti: erano stati fissati 40mila ricollocamenti di profughi dall’Italia, ad oggi quelli operativi sono stati solo 3.200”.

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