[Video] Consegne con i droni: il progetto Amazon avanza

Amazon.it avanza velocemente con il progetto “Prime Air”. Il colosso mondiale dell’e-commerce sta cercando, innescando un vero e proprio dibattito con il governo, di sostituire i corrieri impegnati in piccole consegne, con dei droni.

Il recapito via drone dei pacchi sarà possibile per i soli prodotti con un peso di massimo 2,3 kg. Questo limite è fissato affinché il robot volante possa muoversi a una velocità di 80 km/h per una distanza massima di 16 km. Amazon ricorda, però, che l’86% dei prodotti venduti online sul sito rientra in questa categoria. Si tratterebbe quindi di un risparmio non da poco sulle spese di consegna del colosso dell’e-commerce e su quelle di spedizione per gli acquirenti.
L’azienda sta cercando di ottenere i permessi dall’ente di controllo americano, la Federal Aviation Administration (FAA, il dipartimento che regola l’aviazione civile) per testare i droni nelle zone vicino a Seattle, città in cui si trova la sua sede centrale e dove uno dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo sta lavorando sulla tecnologia. Amazon sta cercando di ottenere una deroga alle attuali normative, appellandosi al pubblico interesse. È stata addirittura firmata una petizione dagli utenti. Le richieste di Amazon sono contenute nella domanda inviata alla FAA: “Un giorno il servizio Prime Air verrà considerato normale, esattamente come lo sono oggi i camion che consegnano merci”. L’unico ostacolo alla realizzazione del progetto è proprio la posizione della Federal Aviation Aministration che, al momento, sembra contraria all’utilizzo dei droni in ambito commerciale. Il sì per Amazon, creerebbe un precedente di enorme importanza.

L’amministratore delegato di Amazon.it, Jeff Bezos, spiega di voler usare i droni per lanciare il programma “Prime Air” che ha come obiettivo quello di consegnare i pacchi ordinati in 30 minuti o meno.  La società di e-commerce sta sviluppando apparecchi che sarebbero in grado di volare alla velocità di 80 chilometri orari. Il piano del colosso di Seattle ha suscitato un ampio dibattito sulle implicazioni di sicurezza e privacy nell’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto. Attualmente, l’azienda può collaudare droni soltanto in ambienti chiusi o, addirittura, in altri Paesi.


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3 Commenti

  1. Alessandro Castrianni said:

    è solo una campagna pubblicitaria gratuita costruita ad arte. e se un drone perde il controllo e si schianta sulla testa di una persona o su un’auto in corsa in autostrada? o se perde il pacco e questo cade in testa a qualcuno? è una grande fesseria

  2. Alessandro Castrianni said:

    è solo una campagna pubblicitaria gratuita costruita ad arte. e se un drone perde il controllo e si schianta sulla testa di una persona o su un’auto in corsa in autostrada? o se perde il pacco e questo cade in testa a qualcuno? è una grande fesseria

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