Autostrade: retromarcia sul Codice appalti, esultano Benetton e Gavio

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A quasi un anno dall’entrata in vigore del Codice Cantone, il governo stravolge le norme sui lavori di manutenzione e sulla gestione delle gare d’appalto per le autostrade, a favore degli oligopolisti Benetton e Gavio.

Cambiano i governi, si alternano il centrodestra e i numerosi centrosinistra alla guida del Paese, ma i gestori autostradali ancora una volta cantano vittoria: non solo i continui rincari delle tariffe autostradali a fronte di servizi scadenti, ora viene rivisto anche il Codice appalti grazie alla collaborazione tra i tecnici di Palazzo Chigi e il ministero delle Infrastrutture guidato da Graziano Delrio.

Dietro le quinte di quest’operazione passata nel silenzio generale, c’è ancora lui, l’orso onnipresente ovvero Fabrizio Palenzona, non solo vicepresidente di Unicredit, ma anche Presidente di Assaeroporti, Presidente di FAISERVICE SCARL, ovvero la più importante impresa di servizio per le aziende di trasporto in Europa e Presidente di AISCAT – Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori. Una carriera all’insegna del conflitto d’interessi, quella di Palenzona, che è riuscito a tutelare i colossi italiani che proprio con il conflitto d’interessi continuano a campare sulle tasche degli italiani.

È il caso di Gavio e Benetton che dall’imminente revisione del Codice varato da Raffaele Cantone traggono un importante vantaggio. In che modo? Grazie ai lavori di manutenzione stradale spesso affidati a società di costruzioni costituite dagli stessi concessionari. È il caso di Pavimental in Autostrade o di Itinera del Gruppo Gavio. Ma Pavimental è attiva anche in Aeroporti di Roma, sempre rientrante nell’orbita di Atlantia, ovvero Benetton.

L’ultima bozza delle correzioni al Codice appalti preparata dal ministero delle Infrastrutture, come ha riportato La Verità, contiene addirittura 240 correzioni sui 220 articoli. Un vero e proprio stravolgimento che comprende all’articolo 177 la quota dei lavori che i titolari di una concessione possono tenere per sé senza bandire alcuna gara. Nell’aprile 2016 la legge aumentava la porzione di lavori autostradali che devono essere affidati con procedure di mercato, dal 60 all’80%.  Ora, invece, si prevede che questo obbligo di mettere a gara i contratti non vale per lavori, servizi e forniture “che non siano eseguiti direttamente o che non riguardano la manutenzione ordinaria”.

Un conflitto d’interessi che è riuscito a imporsi anche con il compiacimento della politica: nel 2006 Benetton elargì la cifra di 1,1 milione di euro, spartiti a metà tra i partiti della coalizione di Berlusconi e quelli di Prodi; nel 2014, invece, i cugini Marcello e Beniamino Gavio presero parte alle cene di finanziamento del Pd di Matteo Renzi. E ora non gli resta che raccogliere i frutti.

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Un Commento

  1. Matt Deamon said:

    Questi sono articoli sensati, caro Cirimbilla. Se si concentrasse su queste cose invece che su questioni amate dai fascisti avrei molta più stima di lei. Avanti così!

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