Bill Gates: “I robot che ci rubano lavoro devono pagare le tasse!”

Bill Gates

Anche Bill Gates chiede il reddito di cittadinanza per tutti coloro che perdono il posto di lavoro a causa dell’automazione. McKinsey: “solo il 5% delle occupazioni è a rischio”

Tutti i robot in grado di svolgere lavori umani dovrebbero pagare le tasse. “Al momento, se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in una fabbrica, il suo reddito è tassato. Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello”. E’ questo il pensiero di Bill Gates, che durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco è intervenuto nell’attualissimo dibattito sull’ascesa dei robot nelle fabbriche e negli uffici.

Un trend che minaccia tutti i continenti. Dall’America all’Australia, dal Regno Unito al Giappone. Secondo alcuni studi, solo negli Stati Uniti sarebbero otto milioni i posti di lavoro a rischio automazione, mentre in Gran Bretagna addirittura 15. E a detta degli esperti, le occupazioni più a rischio sarebbero quelle meno retribuite. Uno scenario davvero preoccupante. Di questo passo infatti, l’inesorabile ascesa dei robot potrebbe continuare ad ampliare il divario fra ricchi e poveri. Anche l’Unione Europea ha riflettuto a lungo sui rischi derivanti dall’automazione. Il 13 gennaio scorso, la deputata socialista Mady Delvaux ha proposto la creazione di un fondo di solidarietà per tutte le persone che hanno perso (e che perderanno) il lavoro a causa dell’intelligenza artificiale. Ma l’ipotesi è stata immediatamente bocciata dal Parlamento europeo.

Ma Gates sembra guardare al futuro con sereno ottimismo. Difatti, il fondatore di Microsoft sostiene che molti lavori svolti dagli esseri umani saranno comunque sempre indispensabili. Non solo. Secondo il paperone americano, l’utilizzo dei robot in determinati settori potrebbe aiutare molte persone a concentrarsi su quei tipi di lavoro che solo gli esseri umani sono in grado di svolgere, come l’insegnamento (vedi qui) e la cura degli anziani.

“Non penso che le aziende che producono robot si arrabbierebbero se fosse imposta una tassa” ha infine dichiarato Gates. Difatti, per l’industria robotica si prospetta un futuro davvero roseo, e una piccola (e sacrosanta) imposta non dovrebbe di certo rappresentare un problema.

Ma c’è anche chi non la pensa alla stessa maniera. Secondo McKinsey infatti, gli esseri umani possono ancora dormire sogni tranquilli. “Meno del 5% delle occupazioni attuali sono candidate per una completa automazione usando l’attuale tecnologia” fanno sapere dalla società di consulenza manageriale.

Ma guardando più avanti, lo scenario si fa più cupo. Nei prossimi anni, il 45% delle attività salariate potrebbero essere automatizzate e sostituite con la tecnologia sperimentale. Le macchine non saranno utilizzate solo nelle fabbriche. In Giappone, la compagnia assicurativa Fukoku Mutual Life Insurance, sta per licenziare 34 dipendenti, che verranno rimpiazzati dal supercomputer Watson Explorer (vedi qui). A San Francisco invece, è stato appena inaugurato un bar completamente automatizzato. Nel Caffè X i prodotti vengono preparati e serviti dalle macchine. E ovviamente, dato che si risparmia sul costo della manodopera umana, i prezzi sono molto più bassi. Ma con chi scambieremo quattro chiacchiere mentre aspettiamo il nostro caffè?

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