Tangenti Grandi Opere: chiuse indagini su Monorchio jr

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Giandomenico Monorchio, insieme al padre Andrea

Concorso in corruzione. Questa l’accusa per Giandomenico Monorchio al quale la procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Stessa comunicazione ad altri 37 soggetti, tra persone fisiche e società (in particolare Grandi Opere Italiane srl, Ciprini costruzioni spa, Pisamover spa, Consorzio Cociv, Reggio Calabria Scilla Scpa).

Monorchio junior (figlio di Andrea, ex ragioniere dello Stato), arrestato il 26 ottobre scorso al termine della prima parte dell’inchiesta sugli appalti per le Grandi opere delle Tav Milano-Genova e A3, è il nome che spicca di più tra gli indagati.

Gli inquirenti, però, avevano subito manifestato l’esigenza di far partire una seconda tranche delle indagini prendendo spunto dal dossier sequestrato a casa dell’ingegnere Giampiero De Michelis (ex direttore dei lavori) che aveva l’abitudine di scrivere delle dettagliate email a se stesso: in una di queste a proposito dell’affidamento della direzione lavori per la Tav, Terzo Valico, a società riconducibili a Monorchio scriveva: «La Direzione Lavori, doveva essere svolta insieme alla società Sina del gruppo Gavio, allora proprietaria di Impregilo, 50% a Sina e 50% alla Sintel. La Sina, improvvisamente cedette tutto il suo 50% a Spm, a questo punto l’ingegner Monorchio mi confidò che tramite suo padre era riuscito a rientrare e la proporzione nell’Ati divenne 60% Spm 40% Sintel, con l’accordo che successivamente sarebbe rientrata in qualche modo Sina».

Ufficialmente, le ditte incaricate dal General Contractor di costruire grandi opere pubbliche (dalla Salerno-Reggio Calabria alla AV Milano-Genova) erano diverse. Ma l’inquirenti hanno accertato che si trattava di un unico cartello di imprese che operava in virtù di un accordo criminale che vedeva De Michelis ricevere forniture di beni o servizi in favore di società a lui riconducibili. In cambio, l’ingegnere – in quanto direttore dei lavori – avrebbe chiuso un occhio nel momento in cui c’era da vigilare sulla qualità dei materiali utilizzati o sulle date di consegna.

Ieri sono state ufficialmente chiuse le indagini che vedono in totale 28 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, estorsione.

Andrea Monorchio, Ragioniere generale dello Stato dal 1989 al 2002, si è sempre schierato dalla parte del figlio convinto non solo della sua innocenza, ma del fatto che sia stato colpito solo per il cognome che porta.

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