Si laurea con una tesi su Morosini e muore come lui: il triste destino di Angelo Marco Giordano

morosini

Il destino a volte è beffardo, ingiusto e gioca brutti scherzi. Non lascia scampo. A leggere la storia di Angelo Marco Giordano, deceduto venerdì scorso per un attacco di cuore, vengono i brividi.

32 anni, originario di Reggio Calabria, allenatore, istruttore di educazione fisica e una passione infinita per il calcio (era tifosissimo della Reggina, ma seguiva anche la Juventus), è morto sul terreno di gioco, sotto gli occhi impotenti dei suoi compagni di squadra della MUC (futsal),  di cui era vice capitano, nel match contro l’Autoscuola Dalla Mura. Ha smesso di parlare e si è accasciato su un fianco. Per lui non c’è stato nulla da fare, nonostante i tentativi disperati di rianimarlo.

E pensare che solamente due anni fa si era laureato in scienze motorie con una tesi su Piermario Morosini (e sulle eventuali responsabilità dei soccorsi), il calciatore del Livorno deceduto in campo per un arresto cardiaco durante la partita Pescara-Livorno del 14 aprile 2012. Assurdo, quasi incredibile che Giordi, come lo chiamavano gli amici, sia morto come lui. Nelle stesse identiche circostanze. Aveva preso a cuore la tragedia del giocatore amaranto e il destino, appunto a volte beffardo ed ingiusto, si è abbattuto su di lui.

L’unico che riesce a parlare e fare forza alla famiglia è Federico, il fratello più piccolo. “Marco era super sportivo, un vero malato di calcio: se il suo destino era lasciare ciò che amava a 32 anni, unica consolazione è che è stato mentre giocava a pallone, mentre faceva la cosa che amava più di tutte. Quando ho saputo mi è venuto in mente subito Morosini, perché aveva discusso la sua tesi proprio su di lui, sull’utilizzo dei defibrillatori a bordo campo”.

Naturalmente (e purtroppo) non c’era il defibrillatore a bordo campo. Nelle partite dilettantistiche non è obbligatorio. “Chissà che adesso qualcosa si inizi a muovere per cambiare questa assurda norma”, ha dichiarato l’allenatore della MUC.

La frase preferita di Angelo Marco Giordano era quella dell’allenatore britannico Bill Shankly: “Certe persone credono che il calcio sia una questione di vita o di morte: si sbagliano, è molto più di questo”.

Impossibile non commuoversi…

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