Roma: decine di droni abusivi sorvolano il Colosseo e Città del Vaticano

Roma

Negli ultimi mesi sono stati registrati una decina di voli illegali su aree proibite. Durante l’evento ”Roma Drone”, Enac illustrerà le nuove norme di sicurezza.

Colosseo e Vaticano non sono solo le mete preferite dei turisti. Anche i droni sembrano piuttosto ammaliati dalle innumerevoli bellezze che offre la Città Eterna. Negli ultimi mesi infatti, a Roma sono stati registrati una decina di voli illegali su aree proibite. I velivoli sorvolano quasi quotidianamente l’Anfiteatro Flavio e Piazza San Pietro. Non solo. Questi diabolici apparecchi elettronici non risparmiano nemmeno le caserme e le zone più affollate del centro storico.

E’ stato Sebastiano Veccia, dirigente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), a lanciare l’allarme.  “Sono stati tre gli incidenti di droni sul Colosseo (vedi qui) negli ultimi mesi – ha spiegato Veccia – e uno di questi ha anche prodotto dei danni scheggiando alcune parti del monumento. Per questo su richiesta del Ministero dei beni culturali abbiamo deciso di estendere ulteriormente le aree di interdizione al volo sulla città. In generale sono turisti che vogliono fare delle riprese ad effetto e che a volte perdono il controllo del mezzo, ma in ogni caso sono tutti voli illeciti in quanto sorvolano spazi interdetti”

Ma i velivoli abusivi avranno davvero vita breve. Difatti, in occasione dell’apertura del Roma Drone Campus, inaugurato ieri all’università di Roma Tre, l‘ENAC illustrerà le nuove norme di sicurezza per l’utilizzo dei droni. Si pensa a un sistema radar in grado di tracciare i voli in tempo reale e a una sorta di targa obbligatoria, in modo da poter procedere facilmente all’identificazione di tali velivoli. “Le prime sperimentazioni dovrebbero partire da giugno – ha aggiunto il dirigente Enac – ed è importante capire che non è possibile sottovalutare i rischi che si possono avere da questi usi illeciti di droni su zone vietate e in spazi dove c’è la presenza di molte persone”.

Negli ultimi anni, la vendita dei droni è schizzata alle stelle. Ma le normative a riguardo, non hanno saputo tenere il passo dell’incremento delle vendite. Di conseguenza, l’attuale regolamento ENAC sui mezzi aerei a pilotaggio remoto risulta oggi piuttosto obsoleto, e lascia molto spazio all’immaginazione. Secondo la normativa attuale, lo stesso drone può essere considerato un Aeromodello (semplice uso ricreativo) o SAPR (sistema aereo a pilotaggio remoto), semplicemente a seconda dell’uso che se ne fa. Se utilizzato per fini ricreativi è un Aeromodello, mentre se è utilizzato per compiere un’operazione specializzata viene considerato SAPR. E questa è una “piccola sottigliezza” che a giugno andrebbe senz’altro modificata. Perché di sicuro, un Aeromodello che pesa più di 20kg, non dovrebbe essere utilizzato per un semplice uso ricreativo.

 

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