Tutelare privacy e segreti? Con Indabox la posta ti arriva al bar

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Volete tutelare la vostra privacy? Avete qualcosa da nascondere alle vostri mogli o ai vostri mariti e preferite che la posta “scomoda” non vi venga recapitata a casa? Da oggi potete farvela spedire nel vostro bar di fiducia. Oppure al giornalaio, ristorante o tabaccheria.

Poste Italiane ha infatti appena acquistato Indabox, una startup torinese (fondata da Giovanni Riviera e Michele Calvo) che ha messo in piedi una serie di punti di ritiro per le spedizioni di acquisti effettuati online. E pure per le raccomandate e lettere di ogni genere. Come scrive Wired (clicca qui), sono oltre tremila gli esercizi commerciali che hanno aderito a questa iniziativa e sono altrettanti i clienti che ne usufruiscono.

“Basta trovare un punto di tuo interesse – magari l’alimentari sotto casa o il bar di fiducia– fare compere online, segnalare la spedizione su Indabox.it o sull’app per iOS e Android e passare a ritirare la consegna”.

Poste Italiane ha fiutato l’affare e ha deciso di comprare il 56,77% della startup (la cifra rimane un segreto). Posti in cui chi è fuori casa tutto il giorno o conduce una vita movimentata (e non ha il servizio di portineria) può farsi recapitare i pacchi”. E, aggiungiamo, chi compra qualcosa che preferisce evidentemente nascondere.

Il servizio ovviamente costa. Per ogni pacco preso a carico, il prezzo è di 3 euro, che il cliente può acquistare sulla piattaforma sotto forma di crediti,  che vengono divisi fra la startup e il gestore del locale. E questa modalità conviene anche ai commercianti che possono incrementare parallelamente anche il loro lavoro.

Insomma, con Indabox tutelare la propria privacy è più facile.

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