Rottamazione dei mutui sempre meno conveniente: finita la stagione dei prodotti super scontati?

Mutui

La vera anima della ripresa delle richieste dei mutui destinati al settore immobiliare è stata la surroga.

Con il crollo dei tassi ai minimi storici (tanto per il fisso che per il variabile) per tutti i titolari dei mutui stipulati ante crisi, o comunque a ridosso di essa, è stato vantaggioso modificare le condizioni applicate ai prodotti già in essere. In più l’affermazione di prodotti con condizioni anche accessorie agevolate, come i prodotti online (tra i quali possiamo considerare il classico mutuo Arancio o il mutuo chebanca con le varie tipologie proposte) hanno fortemente spinto il segmento delle surroghe.

Ciò spiega il perché la ripresa delle erogazioni dei mutui non ha assolutamente aiutato la ripresa del mercato immobiliare, che prosegue in una discesa dei prezzi rallentata ma in molte zone comunque persistente. Ora però la situazione è del tutto cambiata. Chi ha surrogato fino all’autunno dello scorso anno è riuscito a migliorare notevolmente le condizioni del mutuo in corso. Chi invece ha deciso di aspettare, convinto di poter contare con il nuovo anno su nuovi sconti, dovrà fare i conti con tassi più salati.

Non si tratta di una scelta operata da parte delle banche, che difficilmente riescono a raccogliere risparmi con i prodotti più classici, come i conti deposito e i conti correnti, quanto piuttosto “vendendo” i mutui, che assicurano un discreto margine di guadagno. L’aumento dei tassi, che al momento sta colpendo i più amati dagli italiani, ovvero quelli a tasso fisso, è dovuto all’aumento dell’Irs e dell’Eurirs per ogni durata, con la pressione che sta coinvolgendo nuovamente bund e titoli di Stato italiani.

Secondo il calcolo effettuato dal Barometro Crif l’incremento della media dei tassi ad oggi sarebbe stato pari allo 0,15%. Secondo i calcoli condotti sempre dal Barometro, se si considera un mutuo di acquisto di importo pari a 140 mila euro, l’aumento del tasso sarebbe infatti passato dall’1,55% all’1,70% per una durata di almeno 20 anni.

Ciò non significa che non sia più conveniente surrogare, considerato che i livelli dei tassi raggiunti oggi sono ancora notevolmente al di sotto della media del periodo ante crisi, ma sicuramente il rischio è che più si deciderà di attendere, e minore sarà il margine di risparmio che si riuscirà ad ottenere.

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