La Svizzera va in controtendenza: finanziata una serie tv contro l’immigrazione

Immigrazione

Gli elvetici a volte saranno pure antipatici, ma hanno il pregio di sbatterti in faccia verità indigeste. E ora sfatano i miti costruiti dietro l’immigrazione.

E lo fanno finanziando con 450mila franchi svizzeri una fiction, The missing steps, attraverso cui raccontare la faccia nascosta dell’immigrazione, fatta da clandestinità, pericoli, vite disagiate e bocciature di richieste d’asilo.

Parliamo di controtendenza perché qui da noi, invece, registi ed attori fanno a gara a chi la spara più grossa sul fenomeno immigrazione. Che sarebbe meglio affrontare con meno sensazionalismo e più razionalità, invece di realizzare prodotti destinati al piccolo ed il grande schermo infarciti di luoghi comuni e pietismo. Opere a senso unico, volte ad orientare e convincere l’opinione pubblica che l’immigrazione in atto (invasione per qualcuno) sia pacifica ed inevitabile.

Il progetto, finanziato dalla Segreteria di Stato della migrazione elvetica, sfocerà nella realizzazione di una serie tv di 13 puntate che andrà in onda in Nigeria. E svelerà tante bugie e false credenze che spingono molte persone ad abbandonare il Paese natale ed intraprendere un’avventura dagli esiti incerti.

“Vogliamo fornire informazioni obiettive sulla migrazione – ha dichiarato Lukas Rieder, portavoce della Segreteria di Stato che si occupa di questo tema – e mostrare che la traversata del Mediterraneo è pericolosa e che le possibilità per i nigeriani di ottene l’asilo sono ridotte”.

La Svizzera, libera da condizionamenti esterni, accoglie con il contagocce gli immigrati e non favoreggia un fenomeno che da noi, così tanto intrisi di politically correct, stiamo pericolosamente sottovalutando.

“L’accoglienza è un obbligo”, “gli immigrati ci pagheranno le pensioni”, “grazie agli stranieri viene contrastato il nostro calo demografico” e tante altre amenità si sentono dire solo per solleticare il palato di chi, per solidarietà o convenienza, sta servendo un assist epocale a chi si sta già sfregando le mani sapendo che avrà mano d’opera a basso costo, sottopagata, sfruttata, schiavi insomma, in un futuro ormai prossimo.

E per fortuna tanti intellettuali in Africa stanno rivolgendo appelli a chi vuole abbandonare tutto in cerca di fortuna, dicendo che serve gente capace, volenterosa ed intraprendente per cambiare le cose nel continente nero. Un po’ quello che ha affermato, spiegandolo razionalmente, un professore americano sostenendo con esempi lampanti che ci stiamo appropriando degli individui migliori di quelle terre per poi schiavizzarli.

L’immigrazione deve essere volontaria, non dettata da stati di necessità o da bisogni impellenti. Dovremmo concentrarci su come rimuovere le cause che generano esodi di massa, invece che gettare alcune briciole per pulirci la coscienza ed accettare le conseguenze di decisioni scellerate prese da qualcun altro.

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