Il problema dei tassisti non è Uber: la vera minaccia è il sistema Waymo

Waymo

Google sta lavorando da anni a un prototipo di auto “intelligente”. Il progetto si chiama Waymo: l’obiettivo è quello di portare su strada, entro un anno, una flotta di taxi a guida semi autonoma.

Negli ultimi giorni si è parlato molto delle proteste dei tassisti per le vicende politiche legate a Uber (vedi qui). Il servizio di noleggio con conducente è diventato il nemico numero uno dei conducenti delle auto pubbliche. L’oggetto della discordia sembra essere il rinvio del termine per l’emanazione del decreto contro le pratiche di esercizio abusivo del servizio Ncc. Ma in realtà, il mondo dei tassisti dovrebbe guardarsi le spalle da un altro nemico, più “armato” e di gran lunga più pericoloso di Uber. Si chiama Waymo, ed è il nuovo sistema di auto “intelligente” messo appunto da Google. Difatti, l’obiettivo del colosso americano è quello di portare su strada, entro un anno, una flotta di taxi a guida semi autonoma.

La rivoluzione che ha coinvolto Uber, e in generale tutto il mondo della Sharing economy, è il frutto di un enorme progresso tecnologico, che ha interessato in particolar modo le tecnologie di comunicazione e la potenza di calcolo delle macchine. Ma proprio questa evoluzione, è la stessa che sta producendo gli ultimi strabilianti risultati raggiunti dall’intelligenza artificiale. E quest’ultima, sembra puntare davvero molto sull’automotive e sui cosiddetti sistemi “intelligenti”.

Di conseguenza, il vero problema dei tassisti non è soltanto Uber. E il loro malessere non dovrebbe dipendere esclusivamente da una semplice app o da una diversa piattaforma di servizi (legale o meno che sia), bensì dall’inesorabile sviluppo tecnologico, di cui Uber è soltanto una mera declinazione.

Lo scorso dicembre, la Casa Bianca ha pubblicato un interessantissimo studio sull’intelligenza artificiale. Dalla ricerca, emerge chiaramente che una grossa fetta di lavoratori (fra i 2,2 e i 3,1 milioni) operante nel settore dei trasporti, verrà seriamente minacciata dal repentino sviluppo delle tecnologie di automazione dei veicoli. Se le automobili del futuro saranno in grado di trasportarci da una parte all’altra della città senza l’aiuto di un conducente, non solo i tassisti, ma anche gli autisti di Uber, vedranno senz’altro compromessa la loro posizione sul posto di lavoro. Ma poi, con chi scambieremo quattro chiacchiere quando queste stupefacenti auto del futuro ci daranno un passaggio alla stazione?

 

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