UGL: Capone come Terminator fa fuori anche Stefano Cetica

Ormai nell’Ugl sembra di rivivere l’epopea dei film americani di Terminator ed in particolare quello del 1992 dal titolo, “il giorno del giudizio” dove il terminator buono sconfigge il terminator cattivo.

La differenza sta nel fatto che nell’Ugl, pur essendo alla resa dei conti, almeno questa volta come arma si usa correttamente lo Statuto, e ci si avvale delle prerogative che le leggi interne a quell’organizzazione offrono al segretario generale per prendere i provvedimenti del caso. Sulla decadenza della Polverini è stato già scritto nei giorni scorsi e a nulla sono valse le proteste dei “pretoriani” della deputata di Forza Italia che hanno dovuto prendere atto dell’incompatibilità, prevista dallo statuto confederale, della onorevole ad essere associata al sindacato e contemporaneamente presidente onorario e sponsor di un’associazione che rappresenta gli interessi di categorie di imprenditori raggruppate nell’ESAARCO.

Archiviato, per ora, il caso Polverini, oggi tocca al sodale della ex segretaria di Ugl, Stefano Cetica che ricopriva l’importante incarico di Presidente dell’Enas, l’ente di patronato della confederazione di via delle Botteghe Oscure e che è stato esautorato dalle funzioni di presidente del patronato dalla segreteria confederale e sostituito con Egidio Sangue, sindacalista che proviene dalla federazione delle costruzioni.

Nei giorni scorsi circolava la notizia di un defenestramento di Cetica da quell’incarico a seguito degli scarsi risultati ottenuti dall’Enas che non è stata in grado di ottemperare a quanto previsto dalla legge 152/2001 che regola l’attività dei patronati. Nonostante il Ministero abbia concesso una proroga di due anni, che è in scadenza, ai patronati che non raggiungevano la percentuale di punteggio e di rappresentatività sul territorio nazionale al fine di porre in essere tutti gli strumenti utili ai fini di mantenere in vita le strutture operative, l’Enas sembrerebbe non aver raggiunto tale punteggio e, secondo i dati Inps il grado di rappresentatività dell’Ente è andato sempre più in calo dal 2014 in cui si registrava un grado di rappresentatività di 1,25% al 2016 dove il grado di rappresentatività e sceso allo 0,86%.

Tale situazione porterebbe il Ministero a far scattare il commissariamento dell’ente decisione questa che in via delle Botteghe Oscure si aspettano da un momento all’altro. A nulla sono valse le iniziative propagandistiche dal titolo “Mai più sola” e “Inps rifacciamo i conti” che hanno avuto costi notevoli ma non remunerati dalla rappresentatività raggiunta visti gli scarsi risultati ottenuti ma in compenso ha permesso al duo Polverini/Cetica di andarsene in giro per l’Italia. Inoltre dal punto di vista finanziario l’Enas ha avuto grossi problemi con il pagamento degli stipendi e delle competenze ai dipendenti che si sono dimessi al punto che è dovuta intervenire la confederazione, nella veste di ente promotore, e sembrerebbe che la somma anticipata dall’Ugl si aggiri intorno ai due milioni di euro. Insomma ancora una volta i contributi dei lavoratori sono serviti a coprire l’inefficienza organizzativa dei dirigenti Enas che si sono succeduti in questi ultimi anni.

Prendendo spunto dal campo della mitologia si può dire che ormai il “vaso di Pandora” (dell’Ugl) è stato finalmente aperto e che tutti i mali stanno uscendo fuori ma il problema ora sarà quello di ricondurre tutto sui binari di una normalità e di una trasparenza che in questi anni è mancata dentro il sindacato come stanno chiedendo i suoi associati. Da ultimo ci risulta che gli uffici del primo piano della sede di via delle Botteghe Oscure, che erano occupati dalla deputata Polverini e dove la stessa aveva anche il suo ufficio e l’ufficio della sua assistente parlamentare Rossella Fiore, sono stati sgomberati e ripresi in uso alla confederazione nonché la dipendente Fiore spostata in altro ufficio. Ora sarebbe interessante sapere se l’assistente della deputata Polverini fosse stipendiata dall’Ugl oppure riceveva il compenso previsto per quell’incarico e pagato dall’ amministrazione della Camera dei Deputati. Anche se questo fatto potrebbe non avere rilevanza penale resterebbe da capire perché un sindacato utilizzi i contributi dei lavoratori per fini che non sono certo istituzionali.

Per ora tutto sembra tacere, ma al punto in cui stanno le cose c’è da aspettarsi dei colpi di coda sia della Polverini che di Cetica sia ulteriori mosse, se dal “vaso di Pandora” dovessero uscire altri mali perché come si dice, soprattutto in questo caso, al peggio non c’è mai fine.

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5 Commenti

  1. Elena Gola said:

    E’ probabile che ci siano comportamenti poco virtuosi anche nelle singole Utl, gli iscritti individuano come “casta” alcuni segretari che “fanno” poca attività, che si occupano d’altro, che litigano con le categorie e che si si lasciano collaborare da personaggi che non essendo lavoratori subordinati, al sindacato neanche potrebbe starci; non solo a Roma lo statuto viene sistematicamente violato. E’ bene intervenire con solerzia perché la pressione nella pentola è giunta a livelli di guardia.

  2. MIMMO said:

    Finalmente!!!! Speriamo che non sia finita’ qui e che ci sia un intervento deciso anche in qualche federazione come il Trasporto Aereo dove lo statuto viene calpestato ogni giorno

  3. Daniele said:

    Si riparte … certo tra mille difficoltà … ci si rimbocca le maniche e via. Ci sono stati momenti ben più duri e ben peggiori es. Democrazia Nazionale.

  4. Clem said:

    In quel sindacato ho militato per qualche decennio… vederlo riprendere e risalire la china, farebbe bene a molti…

  5. giuseppe said:

    Il redde rationem è appena iniziato. Nel frattempo il duo dei “defenestrati” (le virgolette sono d’obbligo) si può godere tranquillamente i frutti della propria attività politica e sindacale (vitalizio a 50 anni, pensione Inps, retribuzione parlamentare, nuovi incarichi addirittura sull’altra sponda, ecc.), mentre l’ugl e il suo patronato, dopo tre anni di sanguinose e indecenti lotte interne, si trova ora, come si suol dire a Roma, con una scarpa e una ciavatta.

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