Basta “clandestini”: Lega multata, la guerra delle parole pro-immigrati

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La crociata lanciata dalla censura radical chic e denunciata un anno fa da L’ultima Ribattuta ha emesso le prime sentenze: una giudice ha inflitto una multa di 14mila euro alla Lega Nord di Saronno per un manifesto anti-clandestini.

“Saronno non vuole clandestini” è il testo incriminato fatto stampare e affiggere dalla Lega Nord sui muri della cittadina lombarda. Non va bene, quella parola – “clandestini” – è troppo dura: secondo Martina Flamini della prima sezione civile milanese il termine utilizzato nel manifesto del Carroccio esprime “carattere discriminatorio e denigratorio”, contribuendo a creare “un clima fortemente ostile nei confronti dei richiedenti asilo”.

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Ecco, appunto: secondo il tribunale della progressista inquisizione non si deve più dire “clandestini”, ma “richiedenti asilo”. Come era stato denunciato su questa testata, già un anno fa era stata lanciata l’offensiva per l’abolizione delle parole clandestini e immigrati, da sostituire con il più generico migranti (che non specifica se si “emigra” all’estero o si è “immigrati” arrivando in un paese). In prima fila per questa battaglia terminologica, ovviamente, si è schierata la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Ora, dunque, il testimone della battaglia lessicale è stato ripreso dalla dottoressa Flamini che in passato si era distinta per altre decisioni pro-immigrati. Come riportato da Libero, la giudice bacchettò anche ministeri e presidenza del Consiglio e definì “sproporzionata” la tariffa (da 100 a 245 euro) chiesta per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Poi, nel mirino della Flamini, è finito anche il Corriere della Sera che aveva osato qualificare come “politico” il lavoro di alcuni suoi colleghi magistrati.

Appare molto curioso, però, come la decisione contro il manifesto della Lega Nord arrivi quando si sollevano nuovi dubbi sui professionisti dell’accoglienza. Il Giornale nelle scorse ore ha denunciato le strane rotte di certe imbarcazioni: è il caso della “Golfo Azzurro” che in alcuni casi è partita addirittura prima del Sos e, una volta caricati gli immigrati, invece di traghettarli verso il porto più vicino, quello di Zarzis in Tunisia, li ha fatti sbarcare sulle coste italiane.

Poco importa al giudice Flamini se altri 1.100 immigrati, o migranti, o richiedenti asilo siano stati tratti in salvo nella giornata di ieri: i soccorsi di ieri – secondo i dati del Viminale – vanno a sommarsi agli altri 10.700 sbarchi registrati dal 1 gennaio. L’incremento è del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 e del 2015 segnale di una situazione sempre più insostenibile: ma per qualcuno il problema è l’utilizzo dei termini.

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2 Commenti

  1. Antonio said:

    davvero vergognoso, mentre ci impongono “democraticamente” orde di sbandati e barboni, avventurieri e delinquenti di cui nemmeno uno su dieci è veramente meritevole di asilo, secondo le leggi

  2. Matt Deamon said:

    Cirimbilla, per una volta (forse anche due) siamo d’accordo. Questa sentenza è assurda! Degna di uno stato totalitario stile mussolini/stalin….

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