Alitalia: caos Fiumicino tra scioperi e mille posti a rischio

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Sempre tempestosi i cieli in cui vola Alitalia: in queste ore c’è lincontro tra azienda e sindacato dopo lo sciopero di ieri che ha fatto cancellare il 60 per cento dei voli. A rischiare il posto in tutta Italia sono 2 mila dipendenti (la metà a Fiumicino).

La metà dei lavoratori Alitalia a rischio – circa mille – fanno parte dello scalo aeroportuale di Fiumicino: il piano industriale che verrà presentato il prossimo 1 marzo, dunque, si annuncia sempre più fondamentale. La compagnia di volo che avrebbe dovuto riprendersi grazie alla cura Montezemolo continua a bruciare oltre un milione di euro al giorno e le linee di credito messe in campo a dicembre dovrebbero coprire l’attività corrente proprio fino a marzo.

La mobilitazione di ieri organizzata da Cub Trasporti e Usb ha visto un’ampia partecipazione: i disagi, invece, sono risultati limitati. Il 94 per cento dei viaggiatori sono stati riprenotati su altre rotte o rimborsati integralmente del biglietto. Al centro della delicata situazione, come ha riportato il Corriere della Sera, c’è il nodo delle retribuzioni dei piloti. La differenza di stipendio tra i comandanti con i colleghi che hanno stessa anzianità e stesse ore di volo in Ryanair: una differenza di 4.500 euro in più nella busta paga di un pilota Alitalia con 21 anni di anzianità e 850 ore di volo all’anno.

Per oggi è previsto l’incontro tra azienda e sindacati: proprio le organizzazioni sindacali hanno denunciato il rischio di una macelleria sociale in attesa di nuovi esuberi di cui non si conosce neanche la portata. I risparmi previsti dal piano industriale si aggirano intorno ai 160 milioni di euro a fronte di una perdita di 500 milioni stimata nel 2016. Per Alitalia sono presenti il direttore delle operazioni Giancarlo Schisano e il direttore del personale Antonio Cuccuini che ha fatto trasparire positività alla vigilia dell’incontro. Tra le sigle sindacali, sono presenti Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl Ta, secondo il Sole 24 Ore tutte concordi nel chiedere il ritiro degli atti unilaterali, a partire dal regolamento aziendale che la compagnia intende introdurre dal primo marzo.

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