Lazio: l’intervento di Diaconale alla Voce della Nord e la “richiesta” dei tifosi

Un punto di partenza, una base dalla quale ricominciare c’è stata e anche l’ammissione di aver commesso degli errori. Ieri Arturo Diaconale, ospite nella trasmissione “La Voce della Nord” (in onda su Radio Sei) ha parlato a 360 gradi della Lazio, soprattutto di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere per il futuro.

In primis, il rispetto verso il popolo biancoceleste che in passato è venuto troppe volte meno.

Un botta e risposta tra il conduttore Riccardo Rastelli, accompagnato dall’ospite Paolo Signorelli (proprio dell’Ultima Ribattuta) e il responsabile della comunicazione.

Nessuno dimentica le frizioni, anni di contestazioni, di proteste, di immobilismo da parte della società. Ma, passo dopo passo, si può quantomeno provare a costruire un nuovo percorso. Naturalmente adesso la tifoseria che è rimasta al fianco della squadra, in casa e in trasferta, si aspetta delle risposte. Ora o mai più.

Dopo essere stato nominato responsabile della comunicazione, ho sempre detto che mi piaceva stabilire un rapporto di correttezza fra tutti gli interlocutori, pretendendo un rispetto identico. Sono andato in giro anche dove trovavo ostilità preconcette. Qui sono venuto con maggiore soddisfazione, anche con un impegno: voglio rivolgere un ringraziamento a tutti i tifosi che seguono la squadra, quelli che sono tornati allo stadio e quelli che vanno in trasferta”. Questo l’esordio di Diaconale in diretta.

Gli sono state fatte domande su barriere, multe assurde con le quali sono stati sanzionati tifosi (come per gli striscioni per Sandri o Gascoigne), stadio, iniziative per la lazialità.
Gli striscioni che contengono insulti non possono essere messi, quelli che non li contengono dovrebbe essere accettati. Si tratta di buonsenso, porterò questa problematica all’interno della società“.

Poi gli è stato chiesto se si possa lanciare (o meglio, rilanciare) l’immagine del club a livello internazionale, magari anche con l’apertura di alcuni negozi nel centro della Capitale o all’estero.

“Assolutamente, dobbiamo pensare in ottica internazionale e pure esportare il nostro brand”.

Immancabile poi una domanda sullo stadio.

L’impianto della Roma? L’importante è che lo stadio non sia un ecomostro, quello romanista non credo sia facile che venga realizzato. Mi auguro però, che si possa fare, così si potrà fare anche quello della Lazio. Le società hanno bisogno di impianti di proprietà, ma non possono essere isolati, devono essere accompagnati da strutture che diano reddito”.

Per la cronaca, in serata è arrivato, a fatica, il “sì” da parte del Campidoglio all’impianto di Tor di Valle. Lo stadio della Roma quindi si farà. I proponenti hanno accettato un taglio delle cubature del progetto circa del 50% .

Ecco adesso Lotito ha il dovere di muoversi, bussare alla porte “istituzionali” e (ri)presentare il progetto per lo stadio delle Aquile. Che lo faccia per i tifosi o per lui non importa, basta che lo faccia.

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Un Commento

  1. Paolo said:

    Tutti fanno finta di non sapere o non capire. Tutti quelli che hanno interessi economici diretti o indiretti con la Lazio.
    Carissimi, ricordate che la maggioranza dei tifosi non va e non andrà allo stadio perché non accetta di vivere nella mediocrità a causa di un presidente “troppo piccolo per una cosa grande come la Lazio” (Nello Governato).
    Berlusconi e Moratti hanno lasciato perché si sono sentiti inadeguati per il calcio moderno, che chiede grandi investimenti. Lotito, che a loro confronto è una pulce, non molla. Anzi si è comprato anche la Salernitana!
    Chi ama la Lazio lascia solo Lotito con la sua presunzione!

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