Doppia moneta: il risparmio sugli interessi vale ai dipendenti un doppio stipendio

La moneta del territorio diventa una realtà. Non è virtuale, è tracciabile, concreta, offre garanzie. Ed è vantaggiosa per chi può usufruirne.

Una piccola azienda alimentare a conduzione familiare, in Sardegna, pochi giorni fa ha fatto un accordo con i sindacati Cisl, Cgil e Uil per inserire nella busta paga dei dipendenti anche il Sardex, moneta complementare. Si tratta di un contratto integrativo che consente ai lavoratori di aderire al circuito usufruendo di benefit detassati e di beneficiare della bellezza di una mensilità in più non prevista dal contratto collettivo. Praticamente il risparmio sugli interessi dovuto alla moneta complementare permette al datore di lavoro di aumentare lo stipendio in busta paga dei dipendenti.

I circuiti regionali infatti, e non sono in molti a saperlo, muovono un giro di milioni di euro. Perché? Perché non conoscono il cappio bancario degli interessi e (cosa da non sottovalutare) esaltano il valore del territorio, dato che si possono usare solo all’interno dei confini regionali. Il sistema è molto più semplice di quanto si possa pensare, somiglia quasi al baratto.

Un esempio indicativo è la storia, ormai diventata leggenda, di due fratelli formaggiai sardi. Volevano aumentare il giro d’affari ma, ovviamente, nessuna banca concedeva loro un prestito. Sono entrati così nel circuito Sardex, degli esperti hanno valutato laqualitàdei prodotti e le potenzialità di vendita nei ristoranti, negozi e supermercati dell’isola. Morale della favola: hanno ottenuto 25.000 Sardex spendibili all’interno del circuito e nel giro di pochissimo tempo hanno incrementato il fatturato di un valore che supera abbondantemente i 25.000 euro prestati (il cambio è 1 a 1). Da qui nuovi investimenti e l’avvio di un circolo virtuoso di cui può beneficiare tutto il sistema. Il Sardex aggrega 3.000 aziende per un volume di transizioni di 50 milioni di euro nel 2015.

E una situazione simile è quella del Linx in Lombardia, del Tiber nel Lazio, del napoletano Felix e del veneto Venetex. Nelle economie locali sostenute da monete complementari il danaro corre otto volte più velocemente della valuta corrente.
Come già detto, non è un’alternativa all’euro perché si cambia uno a uno e non è convertibile. Si tratta di un’unità di misura in grado di funzionare solo a circuito chiuso. Ma è un ottimo circuito. Fatto di persone che parlano la stessa lingua, hanno le stesse radici, che si fidano l’uno dell’altro. Alla fine è un’economia che usa gli antichi valori come motore della vita, oltre che degli affari.

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