David di Donatello 2017: le candidature e le donne di questa edizione (anche dietro le quinte)

Il cinema italiano non può che andare fiero dell’anno appena trascorso. Una serie di bei film, belli davvero. La giuria del David di Donatello stavolta ha davvero l’imbarazzo della scelta. Chi se ne frega degli Oscar, le statuette nostrane sono molto più emozionanti (e di solito non le diamo ai vincitori sbagliati).

A contendersi il riconoscimento per la miglior regia ci sono i rispettivi registi dei film in gara: Marco Bellocchio per “Fai bei sogni”, Claudio Giovannesi per “Fiore”, Edoardo De Angelis per “Indivisibili”, Paolo Virzì per “La Pazza gioia” e Matteo Rovere per “Veloce come il vento”.

Per il miglior attore protagonista invece doppia candidatura per Valerio Mastandrea (attore protagonista per “Fai bei sogni” e non protagonista per “Fiore”). In gara anche Michele Riondino (“La ragazza del mondo”), Sergio Rubini (“La stoffa dei sogni”), Toni Servillo (“Le confessioni”) e Stefano Accorsi (“Veloce come il vento”).

Per quanto riguarda le donne invece sono in corsa sia Micaela Ramazzotti che Valeria Bruni Tedeschi, entrambe protagoniste del film di Virzì. A sfidarle Daphne Scoccia, Angela e Marianna Fontana (“Indivisibili”) e Matilda De Angelis (“Veloce come il vento”).

E infatti la notizia meravigliosa di quest’anno è che su cinque titoli candidati a Miglior Film, ben quattro hanno protagoniste femminili. E non protagoniste da quattro soldi, non i soliti personaggi da dramma borghese visto e rivisto. C’è l’adolescenza sincera e tormentata delle gemelle siamesi di Indivisibili. C’è la determinazione e la forza straordinaria della giovane pilota di Veloce come il vento, a cui la vita ha tirato solo brutti tiri. E lo spaccato umano della protagonista ribelle di Fiore, anche lei giovanissima ma con tanta, tanta vita. E l’amicizia tra due donne considerate pazze e così diverse tra loro di La pazza gioia. Una squadra di super donne, senza dubbio.

Super donne non solo davanti alle telecamera ma anche dietro. Anche e soprattutto, perché il cinema lo fanno soprattutto quelli che restano nell’ombra. La categoria Miglior Montatore, vede nominate tre donne: Cecilia Zanuso (La pazza gioia), Consuelo Catucci (7 minuti) e Chiara Griziotti (Indivisibili). Ed è una gran cosa perché dal 1981 era successo solo nel 2009 e nel 2006. Un buon film si vede da come è montato, è non è un caso che i candidati al miglior film siano candidati anche al miglior montaggio. Stessa cosa vale per i costumi, categoria in cui più scontato trovare donne, sono il lizza Cristiana Ricceri per In guerra per amore, Catia Dottori per La pazza gioia Beatrice Giannini ed Elisabetta Antico per La stoffa dei sogni e Cristina Laparola, per Veloce come il vento.

Non è un grosso traguardo, per carità. Ma magari può essere un inizio. Un piccolo passo per le donne, un grande passo per il cinema italiano. Comunque, la cerimonia si svolgerà a Roma il 27 marzo e, uomini o donne che siano, si prevede un grande spettacolo anche quest’anno.

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