L’Isis minaccia il mondo con i droni: i terroristi a lavoro sugli sciami robotici

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Un attentato combinato potrebbe avere degli effetti davvero devastanti. I piccoli droni sono quasi impercettibili agli occhi dei radar.

I terroristi dell’Isis continuano ad affinare le loro tecniche militari. L’era delle granate e dei fucili sembra oramai sulla via del tramonto. Oggi le guerre si combattono a distanza, con robot e carri armati. Sabato scorso, l’Isis ha attaccato a Mosul le forze della Coalizione con piccoli sciami di droni.

Come riportato da CentCom, tri diversi tipi di droni, i combattenti del Califfato sembrano preferire i quadricotteri, per via della loro stabilità e della maggiore capacità di carico. Chiunque, con poche centinaia di euro, può acquistare un drone stabilizzato con telecamera HD e GPS integrati. E purtroppo, il basso costo e la pronta disponibilità di questa nuova tecnologia offuscano la linea di demarcazione tra l’uso ricreativo e quello militare.

Nel contesto urbano, un attentato combinato potrebbe avere degli effetti davvero devastanti. Difatti, in ambito militare è già stato dimostrato che uno sciame di droni non potrà mai essere neutralizzato al 100%. Anche il miglior sistema di difesa statunitense, l’Aegis, si è dovuto piegare dinnanzi a questi diabolici apparecchi. Aegis è in grado di intercettare e abbattere, a suon di missili e cannoni, qualsiasi tipo di minaccia. Tranne, ovviamente, uno sciame robotico. I piccoli droni sono quasi impercettibili agli occhi dei radar. E qualora i sistemi di sicurezza riuscissero ad intercettarli, non potrebbero essere abbattuti perché troppo vicini. Anche la più potente nave della Marina Usa avrebbe un tempo di reazione di 15 secondi. Ma ai “droni-bombardieri” del Califfato ne occorrono solamente 3 per sganciare una granata.

Ad oggi, i droni vengono impiegati per vari scopi. Già da qualche tempo Amazon li utilizza per le consegne di pacchi leggeri (inferiori ai 2kg), e tra qualche settimana, i velivoli della Otherlab cominceranno a consegnare i medicinali nelle aree del mondo più difficili da raggiungere (vedi qui). In ambito militare, i cosiddetti “droni civili” vengono utilizzati per la ricognizione e la sorveglianza. Ma purtroppo, questi diabolici apparecchi sono molto facili da modificare, e questo, i terroristi dell’Isis lo sanno bene. I droni armati di agenti chimici e biologici (vedi qui) rappresentano oggi una seria minaccia.

La natura asimmetrica di questi nuovi droni altera, e non poco, il concetto standard di difesa. A causa delle nuove tecniche di occultamento associate a questi nuovi robot, il pericolo attuale è molto più complesso rispetto a quello già percepito nel 2010. Nel frattempo, gli esperti del settore sono a lavoro per implementare diverse misure di tracciamento rilevamento radar. Tranne rarissime eccezioni in aree sensibili, le città europee non sono assolutamente protette da un sistema di difesa contro uno sciame robotizzato. Ma dato che il pericolo si fa sempre più concreto, sembra proprio che sia arrivata l’ora di invertire questa rotta.

 

 

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