Rugby: il web sfotte gli inglesi che non conoscono la ‘ruck’

Che cos’è la ruck? È una delle situazioni previste dal regolamento del rugby, sport inventato dagli inglesi che però nella partita contro l’Italia hanno dimostrato di non conoscerlo molto bene. E il web, come spesso accade, è stato spietato.

In poche parole, la ruck è una contesa in piedi di un pallone a terra di almeno due giocatori, minimo uno per squadra. I compagni di squadra che intervengono in un secondo momento devono essere legati almeno da un braccio (se invece il raggruppamento non avviene a terra, si parla di moule). Quando, dunque, un rugbista è stato placcato, l’ovale deve essere lasciato – da placcato e placcatore – per essere giocato: in quel momento altri due o più giocatori possono intervenire per difendere o conquistare il possesso dell’ovale, legandosi l’uno con l’altro, e allontanando gli avversari presenti nella ruck.

Ma veniamo all’intuizione italiana. Questa azione di contesa tra avversari deve svolgersi rispettando la cosiddetta linea di fuorigioco che passa per il piede dell’ultimo compagno di squadra coinvolto: ogni giocatore può partecipare alla ruck purchè provenga dalla propria metà campo, per questo chi si trova nel campo avversario – ovvero oltre la linea del pallone – non può partecipare. Il fatto, però, è che la linea del fuorigioco non si crea con la sola presenza del placcato e del placcatore: in questo modo gli azzurri – disinteressandosi della ruck e del pallone a terra – intervenivano per disturbare il gioco degli inglesi che provavano a costruire la loro azione di gioco.

L’Italia – in ogni caso – ha perso, ma quest’interpretazione inusuale del regolamento ha mandato in tilt i sudditi di Sua Maestà che hanno avuto difficoltà a reagire: la confusione tra i giocatori britannici è stata ben sottolineata dalla frase dell’arbitro, Roman Poite. Ai giocatori inglesi Dylan Hartley e James Haskell che gli chiedevano spiegazioni, il referee gli ha risposto “I’m the referee, not your coach” ovvero “Sono l’arbitro, non il vostro coach”. Come a dire: il problema è vostro, risolvetevelo da voi. Il siparietto è stato immortalato grazie al microfono e alla telecamera in dotazione al direttore di gara: in questo modo la faccia dei due giocatori dell’Inghilterra – proprio la nazione che ha inventato il rugby – ha dato vita a una serie di sfottò memorabili. Di seguito, ve ne presentiamo alcuni.

 

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