Carta Bianca: la Meloni batte Gabanelli (e Berlinguer) e “sfonda” tra i grillini

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È stata una bella puntata quella di #cartabianca sull’immigrazione, andata in onda ieri sera: bella, soprattutto per Giorgia Meloni che nel sondaggio finale (“emotivo, non scientifico”) ha superato un’avversaria del calibro di Milena Gabanelli.

A dire il vero la Meloni di avversarie, ieri sera, ne aveva due: oltre alla ex conduttrice di Report che tornava in televisione proprio ieri sera, la leader di Fratelli d’Italia si è trovata a fronteggiare anche la padrona di casa Bianca Berlinguer che sul tema immigrazione la pensa proprio come la Gabanelli. Si è partiti anzitutto da un dato: nel 2016 in Italia sono sbarcati 181mila migranti, ben il 18% in più rispetto all’anno precedente.

Cosa fare? Come reagire? Posizioni diverse e soluzioni differenti sono state proposte dalla leader di Fratelli d’Italia e la giornalista di Report. Anzitutto occorre affrontare il problema alla radice, secondo la Meloni che propone di fare in modo di impedire ai barconi di partire. “Non è un caso che queste persone arrivino solamente in Italia e non sbarchino più in Paesi come Grecia, Spagna o Bulgaria: siamo l’unica nazione in Europa che tiene aperte le maglie”. Sollecitare, quindi, l’Unione europea a darci una mano; provare a fare con la Libia quello che è stato fatto con la Turchia, ovvero un blocco navale per arrestare alla partenza queste imbarcazioni. Altrettanto necessaria, poi, è l’apertura di centri per valutare le richieste di asilo politico nelle zone nordafricane.

Come hanno fatto notare Gabanelli e Berlinguer, del blocco delle partenze delle imbarcazioni se ne parla da tantissimi anni: “Addirittura da quando c’era Gheddafi”, come ha osservato la conduttrice di #cartabianca. E quando la Meloni ha osservato che almeno all’epoca i risultati si vedevano, sempre la Berlinguer ha osservato che “però il libico era un dittatore”. Che strano: non sembra che la giornalista si sia indignata per la recente visita del capo dello Stato, Sergio Mattarella, in Cina, dove è presente la pena di morte, c’è il partito unico e le condizioni vissute da milioni di cittadini sono tutto fuorché civili.

Numeri, tanti numeri sono stati snocciolati da Milena Gabanelli: dai profughi pakistani a quelli iracheni, sono centinaia di migliaia le persone che “fuggono dalle guerre” refrain tanto caro alla solita sinistra immigrazionista, oltre ai rifugiati economici. Ma con quale criterio – chiede la Meloni – dobbiamo accogliere un pakistano anziché un altro? Ci sono regioni in Nigeria in cui è attivo il terrorismo di Boko Haram: perché non ricollocare queste persone che fuggono in altre aree del paese nigeriano? Secondo la logica dell’accoglienza a tutti i costi l’Italia dovrebbe ospitare centinaia di milioni di persone: una cosa irrealizzabile. Tra l’altro, come ha fatto notare la leader di Fratelli d’Italia – la convenzione di Ginevra, atto principe della politica internazionale – non dice che un rifugiato ha diritto a girare nel mondo, ma chi scappa da una guerra ha diritto ad essere messo in sicurezza nel primo posto di approdo utile.

Meloni colpisce: non solo le due giornaliste che a Rai Tre si sentono a casa loro, ma colpisce (positivamente) soprattutto il pubblico a casa. Nel sondaggio lanciato dalla trasmissione, la leader di Fratelli d’Italia fa il pieno nel centrodestra e batte la Gabanelli col 56% contro il 44%; ma a sorprendere è il 60% che conquista nell’elettorato del Movimento 5 Stelle che ha condiviso quanto sostenuto da lei in tema di immigrazione.

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