Vertenza Sky Italia: Ugl, “Nessuna novità: poi toccherà a Mediaset?”

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Non solo la situazione della redazione romana di Sky Italia – 200 esuberi e 300 trasferimenti – non ha registrato alcuna novità dopo le accese proteste dei lavoratori, ma potrebbe rappresentare un precedente pericoloso per un’altra azienda importante come Mediaset.

Lo spiega Stefano Conti, segretario generale Ugl Telecomunicazioni: “Siamo fermi all’incontro di qualche settimana fa in cui Sky Italia ha annunciato una quantità significativa di trasferimenti a Milano e una quantità sempre molto corposa di esuberi”. Un incontro, secondo Conti, in cui peraltro non è stato mostrato un vero piano industriale, ma solo numeri che non trovano alcuna giustificazione nell’attuale situazione economico-finanziaria di Sky Italia: “Una società che esprime utili significativi, con una forza lavoro che secondo i dati di Bilancio del 2016 risulta aumentata di circa 100 unità e che parla di esuberi e di trasferimenti risulta decisamente surreale”.

Quali possono essere dunque le reali motivazioni che spingono Sky Italia a voler mettere in atto una riorganizzazione del genere? “Crediamo fortemente che vi siano due motivi fondamentali: uno è quello di una massimizzazione del profitto in barba a quel principio di responsabilità sociale d’impresa che abbiamo sempre evocato come principio guida a cui dovrebbero attenersi tutti i soggetti del mercato. D’altronde Sky Italia nei suoi bilanci annuali di esercizio dedica sempre una pagina a quella che chiama “Responsabilità sociale”. Non solo: nella Relazione degli amministratori sulla gestione allegata all’ultimo Bilancio di Esercizio ha anche sostenuto che “Sky con responsabilità investe e innova, impegnandosi concretamente per il Paese”, affermazione clamorosamente smentita da quanto sta avvenendo”.

Un secondo motivo – dichiara Conti – è probabilmente quello di fare da apripista per altre situazione del genere: “Anche Mediaset ha mostrato di voler ridimensionare la sede di Roma e non sarebbe una sorpresa il fatto che una volta dato il via a questo progetto altre realtà del settore informativo seguano una dinamica analoga. Oltretutto il gruppo Sky ha annunciato che anche la sede di Cagliari non è immune da questo progetto: poche unità trasferite a Milano che in confronto alla platea complessiva della sede di Cagliari sembra poca cosa, ma questo suona come un campanello d’allarme: anche su Roma si era cominciato negli anni passati con pochi numeri e poi siamo arrivati a questo punto”.

Quali saranno, dunque, le prossime azioni del sindacato? “Abbiamo fatto molteplici appelli a tutta la classe politica e alle istituzioni. E’ necessario fare massa critica e riteniamo fondamentale che il governo faccia sentire la propria voce perché non è accettabile che una multinazionale faccia scempio dell’occupazione in nome di principi meramente finanziari. E’ ovvio che se l’azienda metterà in atto questo piano, la mobilitazione sarà massima”.

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Un Commento

  1. Pragmatico said:

    “Sky con responsabilità investe e innova, impegnandosi concretamente per il Paese”, affermazione clamorosamente smentita da quanto sta avvenendo”.

    Il fatto che si investa a Milano e non a Roma significa che quindi non si investe?!

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