Ebola, infermiera guarita lasciata morire di parto

Salome Karwah, Time, ebola
Salome Karwah in copertina sul Time

Era miracolosamente guarita dal virus Ebola che le aveva sterminato la famiglia, ed era diventata un simbolo di speranza per quelle terre africane martoriate dalla malattia. Ma è stata lasciata morire per ignoranza.

La storia di Salome Karwah, l’infermiera liberiana guarita dall’Ebola e che aveva continuato ad aiutare altri pazienti, aveva fatto il giro del mondo: per il suo impegno contro la diffusione del virus era stata addirittura premiata dal Time come “Person of the Year”. Per questo la sua morte, ora, appare ancora più assurda.

Salome è infatti morta la scorsa settimana dopo aver dato alla luce il suo quarto figlio, lo scorso 17 febbraio. Il bambino è nato sano, con un parto cesareo. Mamma e neonato sono stati dimessi tre giorni dopo il parto ma, una volta a casa, la donna ha avuto delle convulsioni. Il marito e la sorella l’hanno subito riportata in ospedale ma qui, saputo che la donna era stata contagiata dal virus Ebola anni prima, nessuno l’avrebbe voluta toccare, lasciandola di fatto morire.

Ora il piccolo Solomon «crescerà senza poter ricordare il viso della madre», ha raccontato la sorella, Josephine Manley che ora vorrebbe si facesse luce su questa assurda morte. Anche se, stando a quanto riportato dal Time, ci sarebbero ben pochi dubbi in proposito: nonostante fosse guarita nessuno, tra il personale medico, voleva entrare in contatto con la donna “sopravvissuta ad Ebola”, il virus che ha causato oltre 11mila decessi in dieci Paesi (Liberia, Guinea, Sierra Leone, Mali, Nigeria, Senegal, Spagna, Regno Unito, Italia e Stati Uniti d’America).

Tutti i membri dello staff che hanno lavorato con lei ricordano la sua forza e compassione, ma anche il suo sorriso” – scrivono Medici Senza Frontiere sul loro sito. “Salome è diventata anche il simbolo della lotta alla stigmatizzazione dei sopravvissuti all’Ebola, prendendo parte a molte interviste con media locali e internazionali. È stato davvero coraggioso da parte sua, ancor più in un paese nel bel mezzo di un’epidemia e molto spaventato dal virus. La nostra vicinanza va alla sua famiglia in questo difficile momento“.

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