Sollecito alla seconda laurea, stavolta in pessimo gusto

Sollecito
Raffaele Sollecito

Erano migliaia gli argomenti su cui Raffaele Sollecito poteva incentrare la sua tesi per il conseguimento della laurea specialistica in ingegneria informatica.
Vuoi forse per farsi pubblicità, vuoi perché l’argomento lo riguarda da molto vicino, il 30enne pugliese non ha trovato di meglio che suggellare il suo secondo riconoscimento accademico argomentando sull’analisi del traffico generato dalla notizia dell’omicidio di Meredith Kercher sui social network. In particolare il neolaureato ha analizzato il flusso di commenti tra colpevolisti e innocentisti, che subito a ridosso dell’omicidio ha monopolizzato i dibattiti degli italiani, trasformatisi di colpo in criminologi ed esperti del Reparto Investigazioni Scientifiche.
Una scelta dal dubbio gusto e spiccatamente autoreferenziale, quella di Sollecito, considerando il ruolo che continua ad avere nella vicenda. Da sempre dichiaratosi innocente insieme alla studentessa Amanda Knox, il 30 Gennaio scorso è stato condannato in Appello a 25 anni di reclusione. Attualmente è in libertà, in attesa del pronunciamento della Cassazione, ed è soggetto al solo divieto di espatrio dopo che a seguito della sentenza aveva sconfinato in Austria.
Il giovane aveva già avuto modo di laurearsi a Perugia durante la sua detenzione in carcere. Ora la seconda soddisfazione, a Verona, davanti ai genitori, i legali che lo hanno sempre assistito ed i periti informatici che lo hanno coadiuvato in anni di dibattimenti.

 

 

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