Lazio: lecito gioire, ma ora ascolta Peruzzi 

Tutto bello, tutto fantastico. Una notte davvero speciale, unica e leciti sono stati i festeggiamenti post partita. Anche se la qualificazione è ancora tutta da guadagnare.

Ora basta però, è ora di pensare alla partita di Bologna, altrimenti non si crescerà mai a livello di mentalità. Basta provincialismo“.
Suonano come musica le parole, da campione, pronunciate ieri da Angelo Peruzzi, tornato quest’anno a Formello nelle vesti di club manager.
Come dargli torto? In primis perché la Roma proverà in tutti i modi a ribaltare la situazione e secondo poi perché, per tornare grandi, i biancocelesti devono affrontare tutte le gare come è stato approcciato il derby. E dopo aver vinto (solamente il primo round) la testa della “big” deve subito concentrarsi al match successivo. E sfruttare l’entusiasmo della vittoria contro i giallorossi per espugnare il Dall’Ara.

Social che impazzano, foto su Facebook, Instagram, sfottò.
Interviste, articoli, aneddoti pre derby, esultanze, Inzaghi che adesso viene incensato da tutti (ma prima dove stavano tutti questi esperti di calcio?). Tutto lecito, tutto doveroso. Ma non si è vinto ancora nulla e la prossima “finale” adesso è solo quella contro i rossoblù.

Una fortuna dunque avere di nuovo uno come Angelo Peruzzi in società,
un portiere che in carriera ha vinto qualsiasi trofeo e sa come si diventa grandi, soprattutto nella mentalità. Suo il merito principale, oltre che di Simone Inzaghi, alla Lazio da 17 anni (sic!), di aver recuperato Keita.
Da quando è tornato alla base tutti (o quasi) si comportano come si deve. Perché con Peruzzi chi sbaglia paga.
Per festeggiare ci sarà tempo, ora conta solamente ripartire come si deve. Cinghialone docet.

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