Perché crediamo alle bufale online?

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È stata una settimana di “fuoco” per le bufale che ogni giorno circolano sulla rete. A portare la bandiera, è stata l’ormai stranota cretinata sulla terribile escrescenza causata dallo shampoo Nivea. Un palese fotomontaggio accompagnato da un messaggio poco credibile che, nonostante tutto, si è diffusa sul web come un virus.
Ma perché crediamo alle bufale? Perché non riusciamo a smettere di cliccare? Intanto, c’è da chiarire che non si tratta di siti come “Lercio”, che è, notoriamente, un portale di notizie inventate, satiriche ed anche molto simpatiche. Chi “produce” bufale virtuali opera in modo diverso, con il preciso scopo di generare confusione e instaurare un clima di diffidenza verso le notizie reperite su internet. Approfittando della nostra ignoranza ed esorcizzando le nostre paure, riescono non solo a sopravvivere ma, addirittura, prosperano. E non solo. Dietro a questi “CLAMOROSO”, “ECCEZIONALE”, ci sono delle vere e proprie macchine per fare soldi. Infatti, chi un po’ conosce le dinamiche del web, sa che quando un sito è molto cliccato, risulta appetibile per i banner pubblicitari. Non è importante che sia vero, ma che sia cliccato milioni di volte. Non è ancora tutto. Un’altra finalità (sicuramente la più pericolosa) delle bufale che scorrazzano in rete è quella di veicolare “trojan” o “virus informatici”. Cliccare su un’immagine disgustosa o su una notizia insensata, permette a chi vuole “contagiare” il vostro computer di farlo in pochi secondi, quelli necessari a rendersi conto che si tratta di uno specchietto per le allodole.
Eppure, non è solo l’utente “medio” a cadere nella rete del falso. Capita anche che i media ufficiali ci caschino. Il perchè sta nel fatto che sul web c’è una quantità immane d’ informazioni che supportano le tesi più disparate. Ovviamente il fenomeno delle bufale è in grado di scatenare azioni virali senza precedenti per cui anche i media tradizionali si sono adeguati.  E spesso, ci vuole molta più fatica a convincere una persona che ciò che crede vero sia, invece, falso, piuttosto che il contrario. Forse perché ciascuno di noi in fondo crede di essere meno stupido e molto meno ignorante di quanto sia in realtà. E ammetterlo non è facile. Ma in ogni caso più stupida è la falsità, più facile è crederci. Meglio invertire la tendenza, no?

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