Il Bangladesh approva la legge che legalizza le spose bambine

Quella che prima era “solo” una orrenda pratica di uso comune, oggi è una orrenda norma regolamentata da un’ altrettanto orrenda legge.

In Bangladesh, il paese con la più alta percentuale di spose bambine di tutta l’Asia, il governo ha approvato una legge che consente alle minori di 18 anni di sposarsi per volontà dei genitori in – cito testualmente- «circostanze particolari e per il loro superiore interesse». Chissà qual è questo interesse superiore, superiore al diritto di un minore di vivere la propria infanzia, di non subire violenze sessuali, perchè di questo si tratta se il marito è un adulto fatto e finito mentre la moglie ancora gioca con le bambole. Infatti la legge non è per niente chiara.

Non vengono specificate le «particolari circostanze» in cui i matrimoni possano venire celebrati. Si passa dalle situazioni in cui deve essere tutelato l’onore della famiglia o della bambina, per esempio nel caso in cui la minore venga stuprata, a gravidanze «accidentali». Che vergogna, fa orrore solo a pensarci.

«Molti opportunisti potranno approfittare delle carenze di questa legge. Viene preso in considerazione il consenso della famiglia, ma chi si preoccupa invece dell’interesse delle bambine?», spiega alla Cnn Nur Khan Liton, portavoce della Coalizione che si occupa dei diritti dei bambini in Bangladesh.
Le famiglie che vivono in condizioni di povertà temono di dover pagare doti troppo alte se le loro figlie non riescono a sposarsi quando sono ancora bambine. Inoltre la pressione sociale nel paese è molto alta, come spiega il proverbio locale «Kuritary Buri», che significa «Le ragazze bengalesi diventano anziane quando compiono 20 anni».

La legge precedente, varata nel 1929, condannava i matrimoni combinati con bambine minorenni e negli ultimi tempi la percentuale di spose bambine stava lentamente diminuendo. Questa nuova modifica invece segna un preoccupante passo indietro nella tutela dei diritti delle bambine.

Secondo i dati diffusi da Human Rights Watch, nel 2000 le minori di 18 anni che venivano costrette al matrimonio erano il 65 per cento, mentre il 38 per cento erano quelle che lo facevano prima dei 15 anni. Oggi quelle percentuali sono passate rispettivamente al 52 per cento e al 18 per cento. Una crescita esponenziale.

«Sposarsi quando si è così piccole ha un impatto profondo sulla crescita e la salute delle minori – ha spiegato Edouard Beigbeder, di Unicef -, limita la possibilità di vivere come bambine. Queste spose sono sottoposte a matrimoni forzati, dato che una o nessuna delle due parti è in grado di esprimere un consenso che sia maturo».

Insomma, a nulla sono serviti gli appelli e le mobilitazioni delle organizzazioni umanitarie di tutto il mondo.

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