Stampa di destra, è scontro tra gli eterni rivali Feltri-Belpietro

Libero, La Verità, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri, Consip, destra, stampa

Scoppia la guerra a colpi di stampa, tra i due giornali Libero e La Verità e, soprattutto, tra i loro due direttori – una volta amici, ora acerrimi rivali – Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. La tensione tra i due è la trasposizione perfetta di quella interna al centrodestra.

I due giornalisti si conoscono da una vita. Feltri lo incontra per la prima volta nel 1982 a “Bergamo Oggi” di cui era direttore: gli delega la guida del giornale in sua assenza. Il binomio Feltri-Belpietro nel mondo della stampa si dimostra vincente, tanto da essere replicato all'”Indipendente” nel ’92 e a “Il Giornale” nel ’94. Finché l’allievo non supera il maestro e Belpietro sfila dalle mani di Feltri la direzione de “Il Giornale” nel 2001 e quella di “Libero” nel 2009. Nel 2016 la rivincita: Feltri torna alla direzione di “Libero”, da lui fondato e diretto nel 2000 e da cui lo stesso Belpietro è stato cacciato nel maggio dello stesso anno perché troppo “antirenziano”.

Negli anni non c’è mai stato uno scontro aperto tra i due: hanno elegantemente preferito le allusioni sprezzanti a colpi di titoli di giornali. L’ultima occasione è stata data dall’inchiesta Consip, nelle cui carte è emerso che Alfredo Romeo – l’imprenditore napoletano arrestato – avrebbe finanziato (dietro suggerimento del “leader” Italo Bocchini) proprio il nuovo giornale di Belpietro, “La Verità” che ha debuttato a settembre 2016 grazie alla raccolta di 3 milioni di euro per partire.

Un’occasione troppo ghiotta per Feltri che ha subito attaccato l’ex amico titolando, domenica scorsa, “Bocchino a Romeo: diamo soldi a Belpietro”. Il direttore de “La Verità” risponde, raccontando sul suo quotidiano di aver ricevuto l’aiuto della fondazione Magna Carta (del senatore Gaetano Quagliariello) che detiene il 18% delle quote del giornale, senza sapere da chi provenissero i soldi. E lancia una stoccata all’ex capo: «ho contribuito a salvare quel giornale (“Libero”, NdR) da chi lo voleva far chiudere e ora dà lezioni». Feltri risponde con un editoriale “Belpietro finanziato a sua insaputa”.

L’ultimo round (ma non quello finale) oggi con “Libero” che titola “La Verità di Quagliariello. «I soldi di Romeo a Belpietro li ho portati io». Mentre “La Verità” contrattacca accusando in prima pagina il deputato Antonio Angelucci, guarda caso proprietario di “Libero”, di essere coinvolto nello scandalo Consip. Non solo: Belpietro, in un avvelenatissimo editoriale, accusa il quotidiano “rivale” di aver omesso dei particolari nel ricostruire la vicenda Consip solo per tutelare il suo editore, e nell’occhiello scrive “Libero di infangare”.

 

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