Epatite C, ridefiniti i nuovi criteri di trattamento con i super farmaci

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L’Agenzia italiana del farmaco ha reso noto di aver ridefinito i criteri di trattamento con i super farmaci anti-epatite C, elaborandoli in rispetto del Piano di eradicazione dell’infezione da Hcv in Italia.

I nuovi criteri, spiega l’Aifa, consentiranno”di trattare tutti i pazienti per i quali è indicata e appropriata la terapia” con i nuovi farmaci anti-epatite C. Gli 11 criteri di trattamento sono il proficuo frutto del dialogo con le Società scientifiche e sono stati condivisi con la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Aifa.

«Se tutti i pazienti con epatite C possono mettersi in lista e poi saranno curati in base ai criteri di gravità, oggi è stata vinta una grande battaglia di civiltà» – ha commentato all’Adnkronos  Ivan Gardini, presidente EpaC Onlus«Lo chiedevamo da tempo e vediamo che non si tratta di criteri di rimborsabilità, ma di prioritarizzazione. E dunque questo è perfetto: per noi tutti i pazienti devono avere accesso a questi medicinali, non solo i più gravi. Se le cose stanno così, non resta che complimentarsi con Aifa per questa grande vittoria di civiltà».

Ecco l’elenco:

1) Pazienti con cirrosi in classe di Child A o B e/o con Hcc (Epatocarcinoma) con risposta completa a terapie resettive chirurgiche o loco-regionali non candidabili a trapianto epatico nei quali la malattia epatica sia determinante per la prognosi;

2) Epatite ricorrente Hcv-Rna positiva del fegato trapiantato in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione;

3) Epatite cronica con gravi manifestazioni extra-epatiche Hcv-correlate (sindrome crioglobulinemica con danno d’organo, sindromi linfoproliferative a cellule B, insufficienza renale);

4) Epatite cronica con fibrosi Metavir F3 (o corrispondente Ishack);

5) In lista per trapianto di fegato con cirrosi Meld <25 e/o con Hcc all’interno dei criteri di Milano con la possibilità di una attesa in lista di almeno 2 mesi;

6) Epatite cronica dopo trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione;

7) Epatite cronica con fibrosi Metavir F2 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico (coinfezione Hbv, coinfezione Hiv, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index ≥30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite);

8) Epatite cronica con fibrosi METAVIR F0-F1 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico (coinfezione HBV, coinfezione HIV, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index ≥30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite);

9) Operatori sanitari infetti;

10) Epatite cronica o cirrosi epatica in paziente con insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico;

11) Epatite cronica nel paziente in lista d’attesa per trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo.

 

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