Sclerosi multipla, nuove terapie grazie a biomarker nel sangue

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Il professor Gilles Guillemin e il dottor Edwin Lim

Una ricerca australiana guidata da Edwin Lim e Gilles Guillemin della Macquarie University di Sydney è riuscita a individuare nel sangue un biomarker della sclerosi multipla, che potrà essere utilizzato in un semplice test, e che promette di rivoluzionare il trattamento di questa malattia.

Il biomarker permetterà ai medici di stabilire, in tempi rapidi, di quale tipo di sclerosi multipla soffre il paziente con una precisione dell’80-90% e possibilmente entro 24 ore. Una diagnosi precisa e precoce, infatti, è fondamentale per trattare questa patologia che colpisce principalmente giovani adulti.

«Stiamo entrando in un’era di medicina personalizzata e di terapie personalizzate. Questa scoperta permetterà di sviluppare trattamenti individuali in tempi rapidi… E il tempo veramente conta, nella sclerosi multipla» scrivono gli autori dello studio che è stato pubblicato su Scientific Reports, la rivista di ricerca del gruppo Nature. (clicca qui)

La SM è causata da lesioni alla mielina, la guaina protettiva che circonda le fibre dei nervi nel sistema nervoso centrale. La lesione interferisce con i messaggi inviati dal cervello al resto del corpo, con risultati spesso imprevedibili. L’individuazione del biomarker, descritta dagli scienziati come uno dei progressi più significativi nel comprendere la malattia, aiuterà in modo significativo i 2,3 milioni di persone che ne soffrono in tutto il mondo.

«Il test si basa sulla rilevazione di composti all’interno di uno specifico percorso biochimico che utilizza una sostanza chimica chiamata triptofano. Il triptofano è noto per essere coinvolto nel processo infiammatorio cerebrale, e quindi aumentando la nostra comprensione di come le nostre cellule elaborano triptofano, saremo maggiormente in grado di identificare il suo coinvolgimento in molti tipi di malattie neurodegenerative», ha concluso il professor Guillemin.

Questi risultati sorprendenti, dunque, aiuteranno gli scienziati la comprensione anche di altre malattie caratterizzate da infiammazione e neurodegenerazione, tra cui il morbo di Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica, conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig o la sclerosi laterale amiotrofica.

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