Firenze: riconosciuta la prima adozione gay (contro la legge e non solo)

A Firenze, il riconoscimento dell’adozione di due bambini da parte di una coppia gay – prima volta in Italia – solleva ancora una volta il problema sulla legittimità di una sentenza che può avere conseguenze imprevedibili.

Pochi giorni fa era arrivata la decisione della Corte d’Appello di Trento di riconoscere a due uomini la genitorialità di due figli nati negli Stati Uniti con l’utero in affitto: ora è la volta della sentenza di Firenze che – con la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi da una Corte britannica – riconosce a due uomini la possibilità di diventare padri, negando ai due bambini il diritto di avere una madre.

Attenzione: con quanto stabilito dal Tribunale di Firenze si va addirittura oltre la stepchild adoption che consente al figlio di essere adottato dal partner del proprio genitore. Siamo di fronte, infatti, a due padri che non hanno alcun legame biologico con i “figli”.

Così, dopo le scorse giornate animate da manifestazioni che hanno avuto l’obiettivo di sottolineare l’importanza innegabile della donna nella società, la sentenza di un tribunale stabilisce che un figlio può fare a meno di sua madre. Certo, la donna può realizzarsi benissimo affermandosi in qualsiasi campo professionale, ma ogni essere vivente si sviluppa in un grembo materno e questo sembra che non venga riconosciuto.

Inoltre, anche la sentenza di Firenze porta ancora a una serie di riflessioni sulle norme che regolano il futuro dei figli. Ancora una volta, infatti, la magistratura si sostituisce al Parlamento, imponendo la propria visione nel diritto della Famiglia, calpestando sia le norme che regolano le adozioni (con tantissime coppie eterosessuali che si vedono negata la possibilità di diventare genitori) sia quelle riguardanti la cittadinanza. Nel giro di pochi giorni è stata ignorata la legge italiana che considera reato l’utero in affitto (con la sentenza del Tribunale di Trento) e che non riconosce le adozioni gay (con la decisione del Tribunale di Firenze).

Sono in molti a pretendere che venga messa la parola fine alle sentenze creative di certa magistratura e che venga ascoltato il parere della stragrande maggioranza degli italiani. Secondo i dati Istat del 2011, il 76,6 per cento degli italiani si dichiarava per niente d’accordo all’adozione di figli da parte di due lesbiche; mentre l’80,6 per cento era contrario a quella da parte di due papà gay. Ma la magistratura sembra andare in tutt’altra direzione.

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Un Commento

  1. Matt Deamon said:

    Premesso che sono a favore delle adozioni gay. Ma possibile che in italia non si capisca se sono possibili (legali ) o no???? Che ogni volta i giudici debbano (possano) interpretare (piegare) le leggi???? Ma come le scrivono queste leggi i politici?? (Vede Cirimbilla che a volte sono concorde con lei…)

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