Crollo A14: Autostrade per l’Italia tra subappalti ed errori tecnici

autostrada a14

Dopo la tragedia di ieri sull’autostrada A14, la pm di Ancona, Irene Bilotta, indaga per omicidio colposo plurimo: Autostrade per l’Italia si trova dunque a rispondere ad accuse pesantissime.

Era considerato un intervento di routine: per questo l’ autostrada A14, secondo una fonte riportata dal Corriere della Sera, non è stata chiusa al traffico. È davvero una tempesta quella che sta travolgendo Autostrade per l’Italia che detiene il 20 per cento della società Pavimental (di cui L’ultima Ribattuta nei mesi scorsi ha già parlato quiqui). La società Delabech – responsabile dei lavori al momento del cedimento – stava lavorando in subappalto proprio per conto della Pavimental che, come la stessa Autostrade per l’Italia, fa parte del gruppo Atlantia.

Immediatamente – dopo il crollo – il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio – ha firmato il decreto di nomina della commissione ispettiva di esperti per verificare e analizzare quanto accaduto. Sempre il dicastero, ha fatto sapere di aver dato “a suo tempo indicazioni a tutte le concessionarie per il controllo, il monitoraggio e la verifica delle condizioni di sicurezza, in particolare per i manufatti”.

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Di assoluta mancata osservanza delle normative sul lavoro ha parlato il Tecnica delle Costruzioni presso la facoltà di Ingegneria “La Sapienza” di Roma. Intervistato dal Tempo, Calzona ha definito “sconvolgente” il crollo del ponte della A14. “Qui stiamo assistendo a dei casi clamorosi e sconvolgenti. Si sono dimenticati della sicurezza del lavoro, per questo ci sono stati i morti”. Secondo il professore, le norme italiane sulle costruzioni sono molto chiare e prevedono due capitoli: uno riguarda la sicurezza della costruzione e il secondo la sicurezza del lavoro. “Quando si fanno grandi opere – ha sottolineato – non vedono più operai ma, al posto, macchine “terribili” che realizzano il lavoro”.

Altro che disgrazia o problemi dovuti alla conformazione idrogeologica dell’Italia, dunque: “quando accade questo genere di incidenti, non è mai una disgrazia ma una cattiva attuazione delle regole del costruire in sicurezza”.

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