Femminicidio, “Mai accettare un ultimo incontro con l’ex”

femminicidio, violenza sulle donne
Maria Carla Bocchino, responsabile della sezione donne e minori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato

Quasi non passa giorno senza che sulle cronache compaia la notizia di una donna vittima della violenza di un uomo, spesso il proprio ex partner, che chiede un ultimo incontro: è quello che, spesso, risulta fatale. Trasformandosi nell’ennesimo caso di femminicidio.

I numeri, purtroppo, parlano chiaro: dal 2006 al 2016 le donne uccise in Italia sono state 1.740 e di queste 1.251 (il 71,9%) in famiglia, 846 (il 67,6%) all’interno della coppia, 224 (il 26,5%) per mano di un ex compagno, fidanzato o marito. Solo nel 2016 sono state 120 donne vittime di femminicidio: strangolate, accoltellate, bruciate.

Come difendersi? Se la minaccia arriva da un ex fidanzato o un ex marito che non vogliono accettare la rottura, il consiglio è uno solo: mai e poi mai accettare l’ultimo appuntamento.

A fare questo saggia, ma purtroppo spesso inascoltata, raccomandazione è Maria Carla Bocchino, responsabile della sezione donne e minori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. «Le donne spesso sono convinte di riuscire a gestire la separazione, pensano di poter convincere l’uomo ad accettare la fine di una storia – racconta in un’intervista all’Ansa – ma in molti casi non è così».

La Bocchino, che da anni si occupa di donne abusate e maltrattate, spesso dal partner, spiega: «Anche le più razionali si lasciano coinvolgere emotivamente, hanno difficoltà a riconoscere l’uomo violento e non danno peso ad atteggiamenti che dovrebbero essere invece un campanello d’allarme».

«Un esempio? Il comportamento dell’uomo nei confronti degli animali di casa. L’insofferenza, il fastidio nei loro confronti, la trascuratezza, sono segni di una natura potenzialmente violenta». «Le donne vanno aiutate a capire il pericolo e a difendersi».

Mai e poi mai sottovalutare il problema e non accettare l’ultimo incontro chiarificatore: spesso è davvero l’ultimo. Ma per lei. La Bocchino, infatti, ricorda il caso «di una donna potentina che avevamo pensato di riuscire ad aiutare. Ci aveva avvertito che il suo compagno era violento, la picchiava. Poi, accettò l’ultimo appuntamento e non ci avvertì. Da quell’incontro non è mai tornata». L’ennesima vittima di femminicidio che, forse, poteva essere evitata.

 

 

 

 

 

 

 

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