L’italiano rischia di sparire: ecco la petizione per salvare la nostra lingua

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“Se procediamo di questo passo nel 2300 l’italiano sarà praticamente sparito. Al suo posto si parlerà solo l’inglese”. Questo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale (clicca qui).

Un monito ai ragazzi di oggi, a scuole, insegnanti e università che stanno trascurando, sempre di più, la tradizione della nostra lingua. Un tema delicato, un argomento sicuramente interessante, destinato a far discutere, con il mondo accademico che si sta mobilitando in difesa dell’italiano.

Il primo passo è stato quello di lanciare una petizione, rivolta  al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, per la salvaguardia della lingua. “L’italiano siamo noi” (clicca qui per firmare), il titolo della campagna che ha raccolto, in pochi giorni, già oltre duemila adesioni.

La critica principale è rivolta verso il Politecnico di Milano, che ha deciso di imporre l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali e nelle scuole di dottorato, escludendo, quindi, l’italiano.

“Con una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale”, si legge nel testo della petizione. “L’imposizione del Politecnico di Milano potrebbe, inoltre, essere lesiva della libertà di insegnamento, poiché, per un verso, verrebbe a incidere significativamente sulle modalità con cui il docente è tenuto a svolgere la propria attività, sottraendogli la scelta sul come comunicare con gli studenti, indipendentemente dalla dimestichezza che egli stesso abbia con la lingua straniera”

E, visti i ripetuti allarmi lanciati sulla “crisi” della nostra lingua, occorre mettere in campo tutte le azioni  atte a tutelare, promuovere e valorizzare la nostra lingua. “In Italia e all’estero, a partire dall’esplicito riconoscimento in Costituzione dell’italiano come fondamento culturale della Repubblica e propria lingua ufficiale”.

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Un Commento

  1. Matt Deamon said:

    Mah. Salvare un moribondo per legge? sarà efficace? Una lingua si salva perché c’è cultura dietro e forza economica. Poi possiamo fare tutte le leggi che vogliamo (e qualcuna sarà pure efficace), ma nel complesso si tratta di rianimare un morto. Per legge.

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