Esselunga, in un volantino interno si invita a vigilare sui truffatori “napoletani”

Napoletani

In un supermercato milanese è comparsa una circolare con un invito molto diretto. Ma perché ce l’hanno tutti con i napoletani?

Esselunga nella bufera. In una zona riservata del punto vendita è apparso un eloquente avviso che invita i dipendenti alle casse a guardarsi bene da certi trucchetti messi in atto da truffatori “napoletani”.

Un volantino appeso in una Esselunga di Via Feltre, a Milano, recita testualmente: “Avviso a tutti gli operatori di cassa. Quando si presentano i famosi “napoletani” alla vostra cassa e vi chiedono di passare un prodotto come campione dei colli chiusi che hanno nel carrello, dite loro di mettere tutti i colli del loro carrello sul rullo, poiché in molti negozi sono riusciti a comporre i colli con vini costosi e far battere alla cassiera la bottiglia che costa meno”.

Napoli è la provenienza geografica di questi truffatori? Oppure a loro è stato affibbiato questo nomignolo per semplificare la descrizione di tali soggetti? Questo non lo sappiamo, ma ci domandiamo allo stesso tempo perché i napoletani siano costantemente additati e paragonati a gente di malaffare.

Anche il patron del Napoli calcio De Laurentiis, dopo l’eliminazione della sua squadra dalla Champions League per opera degli spagnoli del Real Madrid avvenuta recentemente, si è duramente lamentato del trattamento riservato da certi ambienti giornalistici alla sua città.

E forse anche per questo è dovuta la reazione indignata del consigliere regionale dei Verdi della Campania Francesco Emilio Borrelli, che ha anticipato una denuncia “per istigazione all’odio razziale e discriminazione” nei confronti dei responsabili dell’Esselunga di Milano.

Dalla celebre catena dei supermercati, rimasta recentemente orfana del suo fondatore Bernardo Caprotti, è arrivata una risposta indirizzata verso lo scarico da ogni responsabilità. “Siamo sinceramente rammaricati per quanto accaduto. Ci dissociamo completamente da questa grave azione, avvenuta in uno specifico negozio su iniziativa di un singolo dipendente, immediatamente sospeso dal servizio”.

Una Lidl/2, per intenderci, soltanto che al posto dei rom stavolta ci sono i napoletani. Ma perché vengono sempre descritti come truffatori?

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