Rai Pubblicità: sui supersconti, sbugiardati dal governo Gubitosi e Piscopo

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Il duo Gubitosi-Piscopo

Ricordate la campagna fatta da “l’Ultima Ribattuta” per denunciare la demenziale politica commerciale di supersconti dei listini pubblicitari Rai (90 per cento, con punte anche del 98 >>leggi qui<<) condotta dal tandem Gubitosi-Piscopo? Era talmente infondata che ora – per la prima volta – il governo ha preteso per iscritto di impedirne la ripetizione nella nuova convenzione con viale Mazzini.

Nel clima di indifferenza dei politici e dei media per le vicende che hanno contribuito in maniera sostanziale ai risultati negativi dei bilanci tra il 2012 ed il 2015 di Rai Pubblicità (con gli inevitabili riflessi su quelli della capogruppo), si è finalmente aperto uno squarcio.

Ma l’unico quotidiano che se n’è accorto, facendosi spiegare bene il retroscena dal sottosegretario Giacomelli, è “il Messaggero”. Che sabato, dando notizia del via libera del Consiglio dei Ministri alla nuova convenzione (cioè la concessione che consentirà alla Rai di ricevere buona parte della tassa di possesso degli apparecchi TV), ha scritto testualmente a proposito dei nuovi vincoli per il servizio pubblico: “Una prima stretta riguarda il settore pubblicitario. La Rai non potrà più presentare listini con forti ribassi, che falsano il mercato e danneggiano i competitori, intesi come carta stampata, radio e TV nazionali e locali“.

Allora era tutto vero ciò che avevamo denunciato, cari Luigi Gubitosi e Fabrizio Piscopo. Adesso, come la mettiamo con la temeraria causa per danni che ci avete intentato, sostenendo che vi avevamo diffamato e danneggiato professionalmente? Aspettiamo con ansia le vostre scuse…

E la mazzata che arriva in viale Mazzini non si ferma qui. Perché quando verrà pubblicato il testo della nuova convenzione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà pure spiegato per filo e per segno che le nuove politiche commerciali di Rai Pubblicità in tema di vendita degli spot, dovranno anche rispondere a precisi criteri di trasparenza. Come a dire che non saranno più tollerati quei “giochi delle tre carte” di cui l’ad della concessionaria si è rivelato un vero maestro in questi ultimi anni.

Ad eccezione del 2016 e dell’anno in corso, quando il nuovo dg Rai, Antonio Campo Dall’Orto gli ha imposto di porre fine all’insensata e demenziale politica dei supersconti, riallineando i listini alle esigenze di mercato e senza danneggiare più la concorrenza. Tanto, con quei bei risultati che aveva portato a casa…

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