Vaticano-Usa: le manovre con Obama per sostituire Ratzinger 

Tornano a riaccendersi gli interrogativi sull’avvicendamento tra Ratzinger e Bergoglio sul soglio pontificio: recenti polemiche si stanno concentrando sul ruolo svolto dalla figura di Barack Obama anche alla luce delle rivelazioni scottanti di Wikileaks.

È un pontificato sempre più discusso quello di papa Francesco, soprattutto da quei cattolici che spesso rimangono spiazzati da alcuni appelli in netta controtendenza rispetto al predecessore Ratzinger: è il caso di Antonio Socci che su Libero ha riaperto la questione. Quello che è stato definito il “poveraccismo di Bergoglio” da Pietrangelo Buttafuoco (affrontato da L’ultima Ribattuta qui), potrebbe rientrare in un preciso disegno politico che coinvolge le Mura Leonine, ma partirebbe addirittura dagli Stati Uniti.

A utilizzare il termine “complotto” è stato Ettore Gotti Tedeschi, nominato a capo dello Ior da Benedetto XVI: «Il complotto – sono state le sue parole rilanciate da Socci – appare essere americano solo perché loro hanno avuto la guida del Nuovo Ordine Mondiale. Esso fu mirato a cercar di risolvere alcuni problemi causati dal fallimento del famoso Nuovo Ordine Mondiale degli anni ’70, gnostico neomalthusiano e ambientalista». Oltre al “poveraccismo”, infatti, ha lasciato perplessi molti cattolici anche la violenta virata ambientalista di Bergoglio che in occasione dell’apertura della Porta Santa ha portato alla proiezione di immagini ecologiste – ispirate all’enciclica “Laudato si” – sulla facciata di San Pietro considerata un oltraggio.

Ma il progetto di Nuovo Ordine – secondo Gotti Tedeschi – dichiaratamente, si prefiggeva (tra le varie cose) la relativizzazione delle fedi religiose più dogmatiche e «manifestamente dimostrò di avversare tanto la fede cattolica da far dichiarare pubblicamente – e dai massimi responsabili Onu, Oms… – che l’etica cristiana non poteva più esser applicata e che si doveva esigere il sincretismo religioso per creare una nuova religione universale (anche grazie ai processi di immigrazione)». Impossibile non mettere in relazione i propositi di questa nuova religione universale con i continui appelli rivolti all’accoglienza lanciati proprio dal successore di Ratzinger.

Non solo immigrazione: aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione delle cure, negazione al diritto di coscienza sarebbero state le altre parole d’ordine annunciate nel 2009 dal Presidente Usa, Obama in un disegno che considera la salute come benessere psico-bio-sociale. In quest’ottica, dunque, appare chiaro come Benedetto XVI rappresentasse un freno dogmatico alla realizzazione del Nuovo Ordine. Per questo, nelle scorse settimane, un gruppo di tradizionalisti americani ha scritto una lettera al governo americano per chiedere chiarimenti circa i documenti pubblicati da Wikileaks, che confermerebbero come “il cambio di regime [in Vaticano] sia stato progettato dall’amministrazione Obama”.

Ma lo scontro tra una religione cattolica forte, baluardo contro la globalizzazione mondialista spietata e una visione più laica e progressista, incarnata secondo alcuni da Bergoglio, si rifletterebbe anche in un’altra contrapposizione. Quella tra chi considera papa Francesco come unico successore di Pietro (come Andrea Tornielli della Stampa, coordinatore del sito Vatican Insider e considerato da Socci molto vicino ai vertici del Vaticano) e chi, invece, sostiene che Ratzinger stia ancora svolgendo il ministero petrino (è il caso del segretario di Benedetto XVI, Monsignor Georg Gaenswein e del prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il cardinale Muller).

Quest’ultima versione troverebbe conferma nelle parole utilizzate allo stesso Ratzinger per annunciare la sua rinuncia: Benedetto XVI – secondo Socci – nella sua ultima udienza non parlò di «rinuncia al papato», ma di rinuncia «all’esercizio attivo del ministero».

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