L’altro volto della pubblicità di Poste Italiane: la sede di via Marmorata

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Venerdì scorso, il postino ha notificato alla redazione de l’Ultima Ribattuta due raccomandate e lasciato l’invito per ritirarle presso gli uffici di Poste Italiane in via Marmorata, a Roma, nel cuore del quartiere Testaccio.

Bene (si fa per dire), qui oggi comincia l’avventura con gli orrori igienici creati dai senzatetto e le disfunzioni organizzative del personale. Quella che una volta era (in realtà lo sarebbe ancora) una costruzione storica, sorta durante il Ventennio, si è trasformata in una struttura dove regnano sporcizia e degrado.

Partiamo con ordine. Salendo la scalinata in marmo dell’ufficio postale, si sente immediatamente un ripugnante odore di escrementi (probabilmente umani) e, nascosti (nemmeno troppo) tra le siepi che dividono il cortile della struttura, si notano subito materassi, coperte, vestiti, cibo, buste e la presenza, appunto, di giornali aperti con escrementi. Un odore davvero forte, terrificante, unito a quello di urina.

Passata la zona antistante, entriamo negli uffici dove si ritirano le raccomandate (posto sulla sinistra rispetto all’ingresso principale dove tutto sembra funzionare alla perfezione). Altri gradini, altri odori sgradevoli, altra sporcizia. Entrando, la prima cosa che si nota è la presenza dello stesso cartello dell’estate scorsa (quando un altro atto ci era stato notificato). “La macchina del numeretto non funziona, si prega ugualmente di ritirarlo per creare l’ordine di chiamata“. In quasi un anno, quindi, non è mai stata riparata.

Dopo soli 15 minuti è il nostro turno. Ma, a sorpresa, le due raccomandate ancora non ci sono. O meglio, l’operatrice risponde che non sono arrivate e di ripassare domani, massimo dopodomani. Ma la domanda sorge allora spontanea: perchè far notificare, venerdì, un atto con l’invito a ritirarlo (da subito!) presso gli uffici se poi nemmeno c’è? Risposta da un milione di dollari.

Poste Italiane ormai bombarda la televisione con spot pubblicitari, a questo punto spesso ingannevoli, volti ad esaltare l’efficienza del personale, servizi rapidi e all’avanguardia. Tutto bello, tutto pulito, tutto operativo. Sarà stata solo una giornata no, ma provate a farvi in giro nella sede di via Marmorata (non entrate dall’ingresso principale perchè lì si, tutto pare perfetto). Tra materassi. escrementi dei senzatetto e disfunzioni organizzative, avrete la prova provata di una situazione da film horror.

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