Lago di Bracciano “prosciugato” da Acea: il caso approda in Parlamento

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Il lago di Bracciano si sta prosciugando a vista d’occhio. L’emergenza è stata lanciata dai comuni che sorgono intorno al bacino idrico. La responsabilità è attribuita ad Acea Ato2, che utilizza le acque del lago per alimentare gli acquedotti di Roma e Civitavecchia.

È dal 1990 che Acea ha ottenuto la concessione dal Ministero dei Lavori Pubblicità di utilizzare il lago di Bracciano come riserva idrica del Comune di Roma. Ma ne può prelevare una quantità ben precisa, non un litro di più. La domanda è: questo limite viene rispettato?

Si cercherà una risposta direttamente in Parlamento, dove il deputato dem Emiliano Minnucci ha presentato un’interrogazione ai Ministri Galletti (Ambiente e della tutela del territorio) e Delrio (Infrastrutture e trasporti). «Il dramma sono i continui prelievi effettuati da Acea Ato2: quello che sta accadendo al lago di Bracciano ha dell’incredibile» – spiega Minnucci. «Il lago rischia di morire a causa della condotta scellerata di Acea che, senza considerare la scarsità delle piogge, continua a prelevare le acque acque anche con punte di 2.500 litri/secondo [la quantità minima autorizzata è fissata in 1.100 l/s; la massima, in casi “eccezionali”, è di 5.000 l/s NdR] rischiando di compromettere l’equilibrio idrico del bacino».

«Per Acea – continua Minnucci – il nostro lago è un pozzo senza fondo e questo non è più tollerabile: dobbiamo fermare questa logica di sfruttamento perpetrata dal gestore del servizio idrico integrato che, invece di trovare soluzioni alternative anche attraverso nuovi piani di investimento, prosegue la sua irriverente azione di rifornimento da un bacino che è puramente di natura sorgiva. Il disastro ambientale è un vero rischio».

Dal canto suo Acea sostiene di “rispettare in pieno le contrattualistiche della Concessione per la gestione del servizio idrico stipulata nel giugno 1990” ed evidenzia che il lago Bracciano rappresenta per l’azienda “un bacino e una risorsa da tutelare, non solo per i Comuni rivieraschi ma anche per Roma e per tutti i comuni che rientrano nella competenza di Ato2”. Non da ultimo, Acea sottolinea che “il vero problema non è la captazione, ma le eccezionali condizioni meteorologiche caratterizzate dalla scarsità di precipitazioni piovose”.

Intanto, il livello dell’acqua è sceso da -1.2 a -1.3 metri. Speriamo che si trovi una soluzione prima che sia troppo tardi.

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