Ora in Italia gli imprenditori cinesi si buttano sulla marijuana

Marijuana

Diversificazione del proprio business e delocalizzazione della produzione. Parole familiari, che ora riguardano anche la marijuana.

Spregiudicati e fantasiosi. Ecco cosa sono gli imprenditori cinesi che hanno pensato bene di riconvertire poco redditizi capannoni che prima ospitavano fabbriche tessili in piantagioni dove ora crescono, rigogliose, migliaia di piante di marijuana.

Nello scorso weekend sono stati cinque gli spazi adibiti a questa lucrosa attività sequestrati dalle Forze dell’Ordine in Veneto, capaci di produrre un quintale di droga al mese. E pare che le società si fossero trasferite lì dopo il giro di vite e l’intensificazione dei controlli operati dagli uomini in divisa nella provincia di Prato, in Toscana.

Ispezioni che nell’ultimo periodo hanno creato più di un grattacapo alla folta comunità cinese che vive e prospera vicino Firenze, coinvolta in irregolarità varie come il lavoro in nero, lo sfruttamento della manodopera a basso costo, la sistematica violazione delle più elementari norme di sicurezza sul posto di lavoro.

Fatto sta che per sfuggire ai controlli alcune aziende hanno deciso di delocalizzare, per poi spedire il frutto della propria attività illecita verso il Nord Europa, nascosto negli imballaggi dei prodotti di abbigliamento.

Il “made in China” si tinge di verde, non per una svolta “green” ma perché all’insegna dell’illegalità. Droghe leggere, sì, ma geneticamente modificate come ad esempio un tipo di marijuana il cui principio attivo è stato aumentato per incrementare la sua richiesta sul mercato.

E’ così che vecchie fabbriche tessili vengono riconvertite, tramite l’installazione di sofisticati sistemi di irrigazione artificiale e lampade che illuminano giorno e notte le serre per la coltivazione di canapa indiana.

Le scoperte fatte di recente in Veneto si sommano a quelle effettuate nelle settimane passate in Emilia e Toscana, e questo fa pensare ad un vasto progetto più che a sporadiche ed isolate iniziative. Testimonianza che la malavita ad occhi a mandorla si sta espandendo e si allarga verso ambiti prima non esplorati.

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