Bologna: famiglie contro il pensiero unico (omo)sessuale nelle scuole

Cetrioli, preservativi e incontri con coppie gay: contro l’imposizione della cultura sessuale e omoerotica si sono schierate molte famiglie di Bologna che rivendicano il primato educativo.

Dopo gli opuscoli pro-gender prodotti dall’Unar – l’ufficio che fa capo al Dipartimento per le Pari opportunità – e distribuiti nelle scuole, la polemica stavolta scoppia in alcune scuole di Bologna. A far discutere sono gli incontri presso lo Spazio giovani della Asl sull’uso dei preservativi, con personale non medico che utilizza banane e cetrioli come fossero peni in erezione. Altre iniziative, poi, hanno l’obiettivo di normalizzare le relazioni omosessuali e puntano alla rieducazione sul diritto alla filiazione: nel nostro Paese però non è presente alcun riscontro normativo, ma soprattutto viene duramente punita la barbara pratica dell’utero in affitto. Eppure questi divieti sembrano esser dimenticati dai giudici che a colpi di sentenze hanno recentemente riconosciuto alcune adozioni gay.

Ma l’intervento delle associazioni pro family – come ha raccontato La Verità – si è scagliato anche contro gli opuscoli distribuiti negli incontri alla Asl contenenti i principi del “sesso sicuro”. Pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo, possibilità di ricorrere all’interruzione di gravidanza: temi molto delicati che considerano la sessualità come un argomento ormai consolidato tra ragazzi che stanno attroversando l’adolescenza.

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L’indottrinamento sesssuale, inoltre, potrebbe nascondere anche quello politico: gli opuscoli distribuiti nelle scuole, infatti, invitano gli studenti con tendenze omosessuali a contattare il servizio psicologico fornito presso Il Cassero. Questa sezione dell’Arcigay ha fatto discutere di recente per alcuni spettacoli blasfemi dove il crocifisso viene utilizzato come oggetto sessuale. Non solo: negli anni questa sede ha sviluppato rapporti molto forti con la sinistra bolognese e proprio da qui sono stati lanciati esponenti del centrosinistra locale. È il caso di Benedetto Zacchiroli, ex capo della segreteria di Matteo Renzi e ora coordinatore dei rapporti tra Palazzo Chigi e istituzioni cattoliche.

Contro questa deriva che impone la cultura sessuale e omoerotica nelle scuole senza alcun contraddittorio, il comitato promotore del Family Day torna a chiedere l’applicazione del manifesto educativo che propone l’acquisizione del consenso informato preventivo, attraverso un’informativa dettagliata e non con una semplice firma. In questo modo le famiglie chiedono di sapere con esattezza cosa viene proposto ai figli e – per chi sceglie l’esonero – che vengano offerte attività alternative per garantire il diritto allo studio.

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4 Commenti

  1. Matt Daemon said:

    E’ tornato il Cirimbilla omoterrorizzato che scrive cose volutamente storpiate per assecondare i valori del santo popolo del family day. mammamia……. si vede quanto il Cirimba è “infoiato di omo-repulsione” dal punto in cui scrive “L’indottrinamento sesssuale, ….” sesssuale con tre “S” rappresenta benissimo il disagio con il suddetto Cirimba si accosta alla sessualità, specialmente se spiegata a chi sta per (o si suppone potrebbe stare per) avere le prime esperienze sessuali…. Grande Cirimba. Non ti smentisci mai.

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