Facebook, se scrivi “amen” arricchisci quelli meno buoni di te

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Su Facebook vi sarà capitato mille volte: la foto di un bimbo, con gli occhi grandi e mille tubi che incorniciano il suo corpicino malato, e la frase: “Se hai un cuore, scrivi amen e condividi“. Un amen, che costa in fondo? Magari, pensate, la vostra “energia positiva”, unita a quella di mille altri che hanno fatto come voi, arriverà al bambino. E, chissà, forse lo salverà.

Al di là delle vostre più che lodevoli intenzioni, sappiate che non solo il vostro “amen” aiuterà il bimbo (per quello ci sono i medici che lo hanno in cura), ma che dietro quella foto su Facebook c’è qualcuno, furbo, che sta sfruttando la vostra pietà.

Il perché è presto detto: alterare l’algoritmo di Facebook. I post e quindi le pagine che hanno molti like, commenti e visualizzazioni ottengono maggiore visibilità nell’homepage del popolare social network, perché risultano “interessanti” all’algoritmo che gestisce il news feed. Il che non è assolutamente vero se si pensa che spesso si tratta di foto rubate da internet, magari vecchie di anni. Anni in cui, magari, il bambino è guarito ed è diventato grande.

Oppure, peggio, si tratta di una bufala, come la foto del bimbo di due anni con la varicella e fatta circolare milioni di volte su internet, spacciandola per malato di cancro. In quel caso la frase che accompagnava la foto era ancor più articolata: “Questo bambino ha i cancro e ha bisogno di soldi per l’operazione. Facebook ha deciso di aiutarlo donando 2 dollari per ogni Mi piace, 4 dollari per ogni commento e 8 dollari per ogni condivisione. Non proseguite senza aver commentato Amen“. Inutile dire che quel post ha ottenuto migliaia di interazioni. E i gestori della pagina si sono sfregati le mani.

Con un semplice “amen”, dunque, stiamo permettendo a chi gestisce quella pagina Facebook di aumentare la propria visibilità e, quindi, di guadagnare dei soldi: aumentando la loro base d’utenza, infatti, potranno in un secondo momento pubblicare post a sfondo commerciale e avranno già bella che pronta una potenziale clientela fatta di persone un po’ credulone e facilmente influenzabili.

Insomma, un “amen” non salva una vita. Non costa niente, è vero. Ma c’è chi ci guadagna.

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Un Commento

  1. Matt Daemon said:

    Basta essere atei ed il mondo improvvisamente migliora. #BastaReligioni, #BastaDio

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