Difesa, le bugie di Graziano mentre il ddl del Libro Bianco è respinto dal Senato (perché scritto male)

Roberta Pinotti, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano

La ministra Pinotti-Pinocchia e il “generalissimo” Graziano-Badoglio sono stati bocciati all’esame di burocratese dall’ufficio drafting del Senato e dovranno riscrivere in maniera più chiara il testo del ddl applicativo del Libro Bianco della Difesa. >>leggi qui<<

Come schiaffo non c’è male. D’altra parte, quando si preparano in tutta fretta le carte di un”blitz”, è il minimo che possa capitare. Il tanto strombazzato gioiello, pubblicizzato con due interviste a “Repubblica” prima della ministra e poi dal capo di Stato Maggiore della Difesa, è insomma scritto così male da esigere delle modifiche esplicative.

E adesso c’è molta curiosità per vedere come la “spectre” che controlla l’informazione di via XX Settembre e censura senza vergogna le voci dissenzienti (come quella dell’ex-capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio De Giorgi), riuscirà a nascondere o a tentare di ridimensionare questa figuraccia.

Nell’intervista pubblicata proprio ieri, il “generalissimo” Graziano aveva provato così a liquidare i malumori e le resistenze che il ddl applicativo sta generando all’interno delle Forze Armate (compreso il personale civile) circa l’eccessiva centralizzazione dei poteri nelle sue mani: “Altri paesi si stanno già muovendo su questa linea, come la Francia. Avere in un’unica sede il comando della Difesa, riducendo quello delle singole forze armate e accorpando tutte le funzioni comuni. Gli Stati maggiori si rimpiccioliscono…e cala il numero degli alti ufficiali. Da questo nasce la scelta di una commissione unica che valuterà la promozione di generali e ammiragli, in cui l’arma di appartenenza sarà predominante, ma che serve a valorizzare gli incarichi interforze. Il capo di Stato Maggiore della Difesa svolgerà la funzione di garanzia“.

Sì, certo come no… Graziano minimizza la portata della sua prossima acquisizione del dominio delle commissioni d’avanzamento delle Forze Armate e dei Carabinieri, dicendo che avrà un ruolo di garanzia. Sorge spontanea una domanda: attualmente i Capi di Forza Armata non offrivano garanzie? Doveva venire un Generale degli Alpini per meglio valutare ufficiali dell’aeronautica o di marina al posto dei rispettivi capi di forza armata?

Graziano dice che la maggioranza dei membri delle commissioni sarà lasciata alla forza armata. Bugia: l’articolo 7 del DDL “riorganizzazione dei vertici del Ministero della Difesa etc.” prevede siano inseriti, come membri nelle commissioni d’avanzamento, generali di forze armate diverse da quella dei valutandi, proprio per non lasciare la maggioranza ai membri di Forza Armata e quindi togliere ogni spazio al Capo di FA. Un’altra bugia quindi.

Non è finita. Il Generalissimo dice: «avremo meno generali/ammiragli». Ma nell’articolato del ddl che verrà presentato alla commissione difesa senato fra una decina di giorni non si menziona questo aspetto, mentre invece viene stabilita la creazione di comandi e incarichi apicali aggiuntivi (verificando al Capo II del medesimo articolato emerge chiaramente come i comandi di forza armata corrispondenti funzionalmente vengano mantenuti). I Nuovi Comandi di cui al Capo I Art. 2 sono:

  • DNA/L;
  • Comandante Logistico della Difesa;
  • Direttorato Nazionale degli Armamenti (il cui direttore sarà il Vice DNA/L);
  • Vicecomandante Operativo da cui dipenderà il Comando Operativo interforze (l’uso del termine Vice comandante invece che Comandante è un prodotto del superego del Gen Graziano che non vuole esistano altri Generali con il titolo di Comandante Operativo) che si affianca al Sottocapo di stato Maggiore della Difesa;
  • Comandante della Formazione della Difesa (da cui dipenderanno scuole interforze a alcune di forza armata come la scuola ufficiali dei Carabinieri e la Scuola Applicazioni di Torino – quanto di meno interforze esista – ma serve a far numero e giustificare il nuovo carrozzone;
  • Segretario Generale della Difesa.

Tutte posizioni da generali a tre stelle che si aggiungono a quelle di Forza Armata come si evince dal Capo II.

“I marines italiani saranno formati dai Lagunari dell’Esercito e dai marinai del San Marco etc”. Altra bugia: perché peccato che la capacità nazionale di proiezione dal mare non abbia niente a che fare con il Libro bianco, essendo stata attivata dall’Ammiraglio Di Paola quando era Capo di Stato Maggiore della Difesa nel 2004. Tale capacità ha già visto l’impiego operativo in Libano, nel 2006, quanto la Marina sbarcò un contingente di rinforzo di UNIFIL, costituito da circa 500 lagunari e 500 Fucilieri del San Marco, nell’ambito dell’operazione Leonte.

Anche l’impiego degli elicotteri di altre forze armate dalle navi portaerei della Marina non ha niente a che fare con il libro bianco, visto che in Somalia il Garibaldi imbarcò sia i CH 47 sia i 129 dell’Esercito. Nulla di nuovo.

Il generalissimo non dice nulla invece del passaggio alle sue dipendenze del DNA (precedentemente alle dirette dipendenze del Ministro, che ora ne mantiene solo alcune simboliche) e,  per il suo tramite, delle relative direzioni tecniche amministrative responsabili per i contratti di acquisizione della Difesa (Navarma, Armaereo, Terrarmimuni, Teledife, Geniodife etc.), così come sorvola sullo sdoppiamento delle figure apicali DNA/Segredifesa.

Un po’ troppe bugie, no?

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